Cda di lampedusa, Alfano: “Via i gestori, pensiamo alla Croce Rossa”

Pubblicato il 19 dicembre 2013 da redazione

ROMA – Rescisso il contratto con Lampedusa Accoglienza, la cooperativa che gestisce il Centro immigrati dell’isola. E’ la prima mossa del Viminale, dopo il filmato shock delle docce antiscabbia agli ospiti della struttura.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, l’ha annunciata a Bruxelles, da dove erano partiti gli strali del commissario Cecilia Malmstrom, indignata per le immagini trasmesse dal Tg2. E ieri è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato di “episodi inammissibili” che non devono “mettere in ombra e screditare l’impegno umanitario e solidale del nostro Paese”.

Sul tavolo di Alfano è arrivata la relazione confezionata dalla prefettura di Agrigento su quanto accaduto nel centro di accoglienza. La doccia di gruppo all’aperto non è una procedura prevista dal capitolato siglato da Lampedusa accoglienza. E c’è stata la decisione di chiudere il rapporto con l’ente gestore.

– Lo Stato ed il governo italiano – ha detto il ministro – non possono accettare che vi siano nel proprio territorio nazionale situazioni di violazione dell’integrità della persona, della violazione della sua dignità, della violazione della privacy. La rescissione – ha aggiunto – è una decisione dura e radicale, ma riteniamo che sia l’unica misura che possa far comprendere all’opinione pubblica nazionale ed internazionale ed anche ai gestori di tutti i centri che noi sui principi non transigiamo.

Alfano ha avanzato anche una proposta.

– Su quella delicatissima trincea di Lampedusa – ha spiegato – pensiamo di chiedere che la gestione possa essere affidata, anche per via diretta se le leggi lo consentiranno, ad enti di assoluto prestigio internazionale, come per esempio la Croce Rossa Internazionale. Approfondiremo giuridicamente, ma il nostro orientamento è questo.

Positivo il commento del portavoce del commissario Malmstrom:

– Un passo importante nella giusta direzione.

Il caso ha portato alla luce le difficili condizioni dei centri per immigrati, come ammesso anche dal viceministro dell’ Interno, Filippo Bubbico.

– Questo sistema – ha riconosciuto – dev’essere cambiato perché è evidente che non funziona. Anche da questa esperienza emerge la necessità di affidare questi servizi non solo in relazione a chi offre il prezzo più basso, ma in relazione a chi ha le maggiori credenziali e la capacità di offrire una qualità di servizio più elevata.

Da parte sua al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “non risulta che in Italia siano previsti metodi che ledono la dignità delle persone. Bisogna sempre conciliare le esigenze di sicurezza dal punto di vista epidemiologico con l’esigenza imprescindibile del rispetto della dignità”.

Sull’episodio la procura di Agrigento prosegue nell’indagine a carico di ignoti per il reato di maltrattamenti e violenza privata. E’ stato acquisito il video del Tg2.

– Bisognerà verificare – ha osservato il procuratore Renato di Natale – se sono state date disposizioni per operare in tal senso o se tutto è avvenuto per iniziativa degli operatori. Se c’è un soggetto primario che dà disposizione ci si può rifiutare di portarle a compimento, ma in ogni caso la responsabilità andrebbe ascritta a chi ha dato disposizioni.

Una delegazione di Sel ha visitato il Centro di accoglienza. I deputati Erasmo Palazzotto e Nicola Fratoianni hanno chiesto “l’immediato trasferimento di Alì, il migrante autore del video, perché c’è il rischio che subisca ritorsioni”.

– Chiediamo anche che gli sia concesso il permesso di soggiorno – hanno detto.

Sul fronte politico, la presidente della Camera, Laura Boldrini ha affermato che “quelle immagini che da tre giorni l’Europa intera e tutto il Mediterraneo conoscono sono qualcosa di inaccettabile che colpisce l’onore del nostro Paese”.

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