Si fa di tutto per giocare Inter-Milan con i tifosi

ROMA – Tifoserie in ebollizione, con il rischio di tensioni dentro e fuori gli stadi, specialmente a Milano, dove il derby n.282 potrebbe giocarsi con le due curve chiuse: quella interista per per divieto, quella milanista per solidarietà. Mentre per la curva romanista scende in campo perfino il n.1 dello sport Giovanni Malagò, che ravvisa la mancanza di “univocità di giudizio”. E’ davvero una gran brutta ‘gatta’ da pelare quella che ha davanti la Corte federale della Figc che domani dovrà decidere sui ricorsi di Inter e Roma per la chiusura delle loro curve per “discriminazione razziale”.

La situazione più delicata a Milano. Inter e Milan lavorano per sospendere o posticipare il provvedimento. Il club nerazzurro ha depositato ieri il suo ricorso partendo dal presupposto che la società non può essere considerata recidiva perché la prima sanzione (la chiusura della curva decisa dopo Torino-Inter) non è ancora passata in giudicato poiché la Corte di giustizia federale l’ha sospesa dopo il ricorso in appello. Per l’Inter inoltre vanno considerati espressione di discriminazione territoriale i cori contro i napoletani e non altri contro gli abitanti di Milano o Roma. Inoltre si punterà sulla sproporzione tra i tifosi (pochi) colpevoli dei cori e i tanti (7500 la capacità della curva) innocenti. Le due tifoserie hanno perfino messo in atto una insolita ‘alleanza’ e non escludono possibili iniziative fuori il Meazza. Per il rischio di disordini sono circolata voci che la Prefettura di Milano avesse pronte misure per riaprire la curva interista, ma in serata è arrivata la smentita ufficiale.

“Non me lo posso immaginare un derby senza una delle due curve, spero ci siamo entrambe, così lo spettacolo aumenta” ha detto il portiere del Milan Christian Abbiati, che non è d’accordo sul punire gli sfottò ‘territoriali’. Anche a Roma i tifosi giallorossi non l’hanno presa bene, e sostengono che i cori sono stati interpretati male, ci sarebbe anche un video che lo confermerebbe. Lo stesso Malagò, noto tifoso romanista, ha detto che la Roma “se ha fatto ricorso ha fatto benissimo. Anche perché è chiaro che tutto si fonda sulla base di un referto, e questo referto bisogna capire bene cosa hanno sentito e cosa è stato detto. Mi sembra che non ci sia proprio univocità di giudizio”.

Il presidente del Coni resta sempre convinto che “le sentenze vanno rispettate”, tuttavia sottolinea che il rigore “deve essere confermato da quello che saranno i referti”.