L. Stabilità: fiducia alla Camera; ma in arrivo nuove modifiche

Pubblicato il 20 dicembre 2013 da redazione

ROMA – Il governo incassa la fiducia della Camera sulla legge di stabilità, che questa mattina verrà approvata dall’Aula di Montecitorio assieme al ddl di Bilancio. Il via libera definitivo da parte del Senato avverrà lunedì, che trasformerà il testo in legge dello Stato. Una legge, però, che paradossalmente sarà immediatamente cambiata con un decreto, come ha annunciato il ministro Graziano Del Rio, per integrare le risorse per il 2014 a favore dei Comuni, che sono in rivolta.

E oltre che ai Sindaci, il premier Enrico Letta ha voluto replicare da Bruxelles alle richieste fatte anche nei giorni scorsi da sindacati e Confindustria:

– Tutti chiedono ma la somma di tutti vuol dire la bancarotta dello Stato

I punti innovativi della legge di stabilità (il primo taglio al cuneo fiscale, il Fondo taglia-tasse, il Fondo di garanzia per il credito a imprese e famiglie) sono annegati ieri, come nei giorni scorsi, nel mare delle micro norme inserite nei due passaggi, prima al Senato, e poi alla Camera.

Tanto la Lega quanto M5s, che Fi, hanno parlato di “marchette” o di “legge mancia”. E per certi aspetti è la stessa critica fatta nei giorni scorsi da Confindustria, che chiedeva di evitare i finanziamenti a pioggia. Il governo, dopo aver incassato la fiducia (350 sì e 196 no), è dovuto correre ai ripari davanti alla guerra dichiarata giovedì dai Comuni, che avevano minacciato di non partecipare più alle sedi istituzionali.

Ieri il ministro Graziano Delrio, ex sindaco ed ex presidente dell’Anci, ha annunciato che il governo integrerà le risorse per i Comuni: ai 500 milioni già previsti per consentire le detrazioni sulla Tasi in favore delle famiglie, se ne aggiungeranno altri 700-800 milioni. Il tutto avverrà in un imminente decreto, che potrebbe essere o il milleproroghe di fine anno, o uno ad hoc. Nulla ancora si sa delle coperture.

– La questione posta troverà attenzione – ha detto da Bruxelles il premier Letta – ma invito i comuni ad avere un atteggiamento dialogante perchè con il dialogo i problemi si risolvono.

Letta ha poi puntigliosamente aggiunto che “questa è la prima legge di stabilità che dà ai Comuni e non taglia”. Una frase che riecheggia quelle dette a chi gli ha parlato delle critiche di imprenditori e sindacati alla manovra. Dopo anni di finanziarie di sacrifici, tagli lineari ed imposte, è il ragionamento di Letta, questa legge di stabilità è la prima che inverte questa rotta seppur con un piccolo taglio al cuneo fiscale: di qui l'”amarezza” espressa da Letta a chi gli ha potuto parlare perché ciò non è stato colto dalle parti sociali. Insomma non si possono ascoltare tutte le richieste pena la “bancarotta”, ha detto a Bruxelles il premier, “e io mi assumo la responsabilità di fare delle scelte”, anche perché all’Italia “non serve un Babbo Natale ma un buon padre di famiglia”.

Un regalo di Natale posticipato potrebbe giungere dalla Svizzera, se andrà in porto l’accordo sui capitali esportati: lo stesso Letta ha annunciato di volersi recare a gennaio a Berna per chiudere una intesa che potrebbe portare nel giro di pochi mesi una “una tantum” da dirottare ad un ulteriore taglio del cuneo fiscale. Sulla Web tax Letta ha ribadito l’intenzione di voler portare il tema in sede Ue. Quindi non ci sarà alcuna retromarcia, cosa che ha suscitato le critiche di Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, a cui aderiscono le filiali italiane delle multinazionali del Web. Le quali dall’1 gennaio dovranno pagare le tasse in Italia su quanto fatturato nel nostro Paese.

 

L.Stabilità: daL taglio tasse alle spiagge, ecco legge

Meno tasse sul lavoro, nuova tassazione sulla casa, miglior accesso al credito per le imprese e le famiglie, ritorno del bonus bebè, sanatoria per le spiagge, procedure semplificate per la costruzione di nuovi stadi. Sono queste le principali misure contenute nella legge di stabilità sulla quale il governo ha posto la fiducia alla Camera, ottenendo il voto favorevole dell’Aula.

TAGLIO CUNEO FISCALE – Aumentano le detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000. La modulazione dei benefici farà sì che le detrazioni saranno maggiori per i redditi più bassi (sui 200 euro l’anno fino a 20.000 di stipendio) per scendere gradualmente fino ad azzerarsi a quota 55.000.

FONDO TAGLIA TASSE – Nel nuovo Fondo per la riduzione della pressione fiscale confluiranno le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale, comprese le una tantum per il 2014, che saranno destinate a deduzioni Irap e ad aumentare le detrazioni Irpef.

IMPOSTE CASA – Viene ripresa la “service tax” così come varata dal governo Berlusconi nel marzo 2011, che ora assume il nome di Iuc: Imposta Unica Comunale. La IUC si basa su due presupposti: il possesso di immobili da cui deriva l’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; la fruizione di servizi comunali a cui sono collegati un tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e una tassa sui rifiuti (TARI), a carico dell’utilizzatore. L’aliquota massima Imu+TASI non può superare il 10,6%. Per il 2014, l’aliquota massima della TASI relativa alla prima casa non può eccedere il 2,5 per mille.

FONDO DI GARANZIA credito a imprese e famiglie – La Cassa Depositi e prestiti potrà finanziare o dare prestare garanzie in favore delle grandi imprese e non più solo delle Pmi. Inoltre viene istituito il “Sistema nazionale di garanzia”, per facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese. Il “Sistema” comprende Fondo di garanzia per le Pmi (con una sezione speciale “Progetti di Ricerca e Innovazione”), e il Fondo di garanzia per la prima casa.

PENSIONI: per le pensioni fino a tre volte il minimo viene garantita la rivalutazione del 100%; fino a quattro volte il minimo sono rivalutate al 95%; l’indicizzazione scende col salire dell’assegno.

ESODATI: vengono stanziati 950 milioni dal 2014 al 2020 per altri 17.000 esodati di sei diverse categorie.

PENSIONI D’ORO: Contributo di solidarietà per le pensioni elevate: 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; il 12% oltre i 128.811,80 euro; il 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui.

STOP CUMULO PENSIONI D’ORO-STIPENDI: non potranno essere cumulati, oltre l’importo di 303.000 euro l’anno, le pensioni e gli stipendi da incarichi pubblici. Colpisce soprattutto grand commis dello Stato.

CONTRIBUTO SOLIDARIETà REDDITI ELEVATI: per i redditi superiori ai 300.000 euro l’anno viene confermato il contributo di solidarietà del 3% per il triennio 2014-2016.

VITALIZI – GLi Organi Costituzionali con autogoverno finanziario, il Parlamento e le Regioni, dovranno istituire un contributo di solidarietà sui vitalizi.

RISPARMIO ENERGETICO: le detrazioni del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, viene prorogata al 31 dicembre 2014; nel 2015 scenderà al 50%.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: prorogata a tutto il 2014 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni (per un massimo di 96 mila euro); nel 2015 la detrazione scende al 40%.

RISTRUTTURAZIONI ANTISISMICHE: viene prorogata di un anno la misura della detrazione al 65% attualmente prevista sino al 31 dicembre 2013; la detrazione cala al 50% per l’anno 2015.

BORSE DI STUDIO: dal 2014 il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio universitarie è incrementato di 50 milioni di euro. BONUS BEBE’: per il 2014 è istituito un Fondo per i nuovi nati, per contribuire al sostegno di bambini nati o adottati appartenenti a famiglie a basso reddito.

WEB TAX: non istituisce una nuova imposta ma stabilisce che le multinazionali del Web per vendere pubblicità in Italia devono avere partita Iva italiana; i pagamenti a loro favore devono essere tracciabili.

NUOVI STADI: semplificazioni e credito agevolato per chi costruisce nuovi impianti. Potranno essere costruiti attorno ad essi negozi, ma non abitazioni. SPIAGGE: sanatoria per i contenzioni sui canoni demaniali. Si chiude pagando il 30%, oppure il 70% in nove rate annuali.

ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI: le cartelle Equitalia ricevute entro il 31 ottobre 2013, potranno essere saldate entro il 28 febbraio 2014, pagando solo la somma originaria e non gli interessi e la mora.

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