Una magia di Palacio regala il derby all’Inter

MILANO. – Vince l’Inter per 1-0 il derby dei debuttanti, lontano anni luce dai fasti del passato. Risolve una prodezza di Palacio, un vero campione che è diventato il valore aggiunto della squadra di Mazzarri. La rete dell’argentino porta i nerazzurri a 31 punti (-2 dalla Fiorentina e -5 dal Napoli). Meglio il Milan nel primo tempo, cresce l’Inter nella seconda frazione di gioco. Finale ad alta tensione con Muntari che si fa espellere. Due società rinnovate, due squadre piuttosto in crisi, da una parte Erick Thohir, dall’altra la strana coppia Galliani-Barbara Berlusconi. Assente Massimo Moratti, segno di quanto siano cambiati i tempi. Inter e Milan si affrontano a San Siro che, riapre agli ultras, ed è tutto esaurito. Niente striscioni al derby di Natale per uno spettacolo non esaltante sul piano tecnico. Massimiliano Allegri punta su l’ennesimo debuttante Saponara che posiziona – insieme a Kaká – alle spalle dell’intermittente Balotelli, preso di mira dai suoi ex tifosi. Escluso Matri che resta in panchina. Mazzarri non cambia modulo ma opta per Taider e Campagnaro al posto di Kovacic e Ranocchia. La partita è tesa, ruvida con un rigore reclamato dall’Inter per un fallo di Zapata su Palacio atterrato in area. I nerazzurri si presentano in campo aggressivi ma perdono subito verve, si abbassano e lasciano molto spazio all’iniziativa del Milan che fa possesso palla e si rende pericoloso in un paio di occasioni. Il gioco dell’Inter è tutt’altro che “piacevole e costruttivo” (contrariamente a quanto aveva chiesto Mazzarri), sembra rinunciatario e prevedibile. All’8′ si mette in evidenza Saponara che riesce a passare a Balotelli sul quale chiude Juan Jesus, due minuti dopo lo stesso Balotelli manda alto sulla traversa. Ancora paura per l’Inter: questa volta è Kaká a dare un brivido al popolo nerazzurro. Ci mette una pezza Cambiasso anche se precedentemente l’arbitro aveva fischiato un fallo di Balotelli su Handanovic. Al 16′ Guarin calcia dalla distanza. Muntari tenta anche lui il tiro da trenta metri. Al 24′ cross di Taider per Nagatomo che non trova la porta. Alla mezz’ora l’unica vera occasione da gol: si accende una mischia in area, frettolosa uscita di Handanovic con il pallone che finisce sui piedi imprecisi di Poli il quale – a porta vuota – spedisce alto sulla traversa. Molta tattica, tanti errorri, meglio il Milan che trova in Bonera il suo uomo migliore in una partita che si fa via via più nervosa. Guarin viene richiamato più volte, ammoniti De Sciglio e Constant. Al 40′ un episodio che farà molto discutere: Palacio viene atterrato in area da Zapata. Sembrerebbe rigore ma Mazzoleni fa proseguire. L’Inter non ha beneficiato neanche di un tiro dal dischetto in questo scorcio di stagione, circostanza messa più volte in evidenza da Mazzarri anche alla vigilia del derby. Il secondo tempo vede un Milan stanco, alle corde, spento con i nerazzurri che prendono coraggio e provano a vincere. Para Abbiati un rasoterra di Jonathan al 2′, poco dopo Guarin è pericoloso con un colpo di testa respinto in modo rocambolesco. All’8′ Balotelli tenta ma il suo tiro viene deviato da Handanovic. Poco dopo ancora lui mette nuovamente in crisi il portiere nerazzurro. Mazzarri si rende conto che il Milan sta crollando e capisce che può vincere la partita. Punta su Kovacic ed è la svolta. La partita cambia faccia. Bonera e Muntari, i due uomini chiave del Milan, non stanno bene. Zanetti cede il campo a Kuzmanovic. Matri rileva Saponara, per lui una buona giocata e poco altro. Al 36′ azione concitata in area del Milan con Abbiati che salva due volte, prima su Palacio e dopo su Guarin. C’è spazio anche per Icardi. Al 41′ la magia di Palacio: cross di Guarin per il tacco dell’argentino che chiude così la partita. Entra Pazzini ma per il Milan le energie sono finite e Muntari, che spintona Kuzmanovic, viene espulso. Gioisce e prega Thohir in tribuna. Epilogo amaro per il Milan che cambia tutto ma non la sua classifica (13/ma posizione) con appena 19 punti in una stagione davvero da dimenticare. Allegri resta sulla graticola, Seedorf sempre più l’uomo del futuro e del riscatto. (Daniela Simonetti/ANSA)

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