Immigrazione: Vice ministro Bubbico, oggi svuotiamo Lampedusa

Pubblicato il 24 dicembre 2013 da redazione

ROMA. – ”Entro oggi, il Cie di Lampedusa verrà svuotato dalla presenza di circa 200 migranti. Resteranno solo i 17 superstiti del naufragio del 3 ottobre, non ancora identificati con certezza e in attesa di essere ascoltati dalla magistratura agrigentina. Ma anche per loro, d’intesa con l’autorità giudiziaria, stiamo cercando un’altra soluzione di accoglienza”. Lo assicura il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico in un’intervista ad Avvenire. ”Serve una norma di legge per porre fine alla lunga permanenza nei Centri”, spiega Bubbico. ”Nei 6 Cie ancora attivi ci sono 440 persone. Non è quindi un problema di grandi numeri, ma di rispetto della dignità delle persone trattenute. Se non la garantiamo, tutti gli sforzi straordinari della macchina d’accoglienza italiana, che da aprile ha fatto fronte a 42mila arrivi, il triplo del 2012, vengono sviliti”. I ”nodi” sono legati alla funzione del Cie, precisa: ”una direttiva europea dispone che siano luoghi di permanenza breve, in cui le persone restano fintanto che vengano identificate. Pertanto, la norma italiana che prevede la permanenza fino a 18 mesi va adeguata: le statistiche insegnano che, se l’identificazione certa del migrante non è avvenuta in un mese o due, non avverrà neppure in sei mesi. In più, i Cie sono una polveriera perché mescolano migranti che non hanno commesso alcun reato ad ex detenuti stranieri non ancora identificati”. ”Vanno separati dai migranti perbene e rispediti rapidamente nei propri Paesi”. Nelle prossime ore, spiega in un’intervista alla Stampa, ”sarà operativo il decreto svuotacarceri che contempla una norma che impatta sui Cie”. ”Oggi, terminato il percorso detentivo, l’extracomunitario irregolare viene trasferito nei Cie in attesa della identificazione propedeutica alla espulsione. Il decreto salvacarceri elimina questa procedura, nel senso che anticipa la fase della identificazione al momento in cui l’irregolare si ritrova in carcere”.

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(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Abbiamo dato una bella risposta su un campo difficile, sapevamo che avremmo sofferto. Siamo andati sotto di due gol e per molti sarebbero stati colpi decisivi, invece non ci siamo disuniti e siamo riusciti a pareggiare. Poi abbiamo commesso un errore sul rigore, ma siamo riusciti ancora a pareggiare: penso che non si sia annoiato nessuno". Così il tecnico della Lazio Simone Inzaghi al termine di Atalanta-Lazio. "Non sono due punti persi rispetto alle prime - dice ancora il tecnico -. L'Atalanta è la squadra che mi ha impressionato di più per ritmo e qualità dei giocatori. Infatti è arrivata quarta nella scorsa stagione e prima nel girone in Europa League. Segnare 3 gol qui non è facile, abbiamo dimostrato di non mollare mai e vogliamo restare attaccati al treno delle prime qualsiasi cosa succeda". Un commento sull'espulsione: "Non ho detto una parola - spiega -, ma Irrati mi ha mandato via. Mi dispiace perché non ho mai protestato per tutta la gara, forse Irrati era un po' prevenuto, al ritorno starò attento".

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(ANSA) - BARCELLONA, 17 DIC - In attesa di giocare l'attesissimo 'Clasico' di sabato prossimo (ore 13) al Santiago Bernabeu, il Barcellona ne fa quattro al Deportivo La Coruna nel posticipo serale della Liga. Luis Suarez e Paulinho, con una doppietta a testa, sono i protagonisti del 4-0 finale, ma di questa partita rimane anche l'immagine di Lionel Messi che si è fatto parare un rigore da Ruben Martinez, portiere della squadra galiziana. Con i tre punti di questa sera il Barcellona è primo in classifica con 6 punti di vantaggio sull'Atletico Madrid, che ha scavalcato il Valencia (sconfitto dall'Eibar) e ora è secondo. Il Real Madrid, impegnato ieri nella finale del Mondiale per club contro il Gremio, ha undici punti di ritardo dagli arcirivali.

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