Chiesa: ‘La buona novella’, il Vangelo nelle periferie

Pubblicato il 28 dicembre 2013 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO. – Non ci sono farmacie, non ci sono librerie, non c’è un cinema e la città sembra lontanissima da queste isole di solitudine. Ma c’è il Vangelo, perché c’è sempre un prete. Così in queste isole degradate c’è sempre un tentativo di integrazione, educazione, di far comunità e far politica per il bene delle persone. Scampia, Poggioreale, Capodichino, Secondigliano, Sanità, ma anche Castel Volturno, raccontati con gli occhi dei preti che ci vivono e ci lavorano, da nomi delle periferie campana tristemente noti alla cronaca diventano frammenti di un Vangelo che racconta, denuncia, spera nel riscatto, e lo fa intravvedere. Succede in “La buona novella. Storie di preti di frontiera”, edito da Guida, 196 pagine, 12 euro, in cui Ilaria Urbani, cronista napoletana ha raccolto 13 storie di sacerdoti e “uomini coraggiosi”, come li definisce Roberto Saviano nella prefazione, che da anni o decenni vivono nelle frontiere della droga, dell’emarginazione sociale, della vicinanza fisica alla criminalità. “Da cronista mi ero sempre resa conto che dietro ogni fatto di cronaca in un contesto di degrado, c’era un sacerdote che aiutava a pagare le bollette, portava i ragazzi a scuola, li faceva giocare a calcetto per sottrarli alla camorra, e magari poi si trovava le armi in chiesa o una pistola puntata alla tempia”. Così da cronista, e “non credente, magari in ricerca”, come si definisce, è nata l’idea di offrire a questi preti di frontiera la possibilità di raccontare la propria storia. Tanti volti e tante storie. Tra loro c’è Antonio Bonato, comboniano che dopo 16 anni in Mozambico ha scelto la “little Africa” campana di Castel Volturno, landa desolata sulla Domiziana. Al confine tra Secondigliano e Capodichino c’è don Carlo De Angelis, una vita dedicata al recupero dei tossicodipendenti. A difendere la dignità dei carcerati c’è don Franco Esposito, cappellano di Poggioreale. A Scampia c’è don Aniello Manganiello, rimosso da parroco e rimasto come volontario. Si racconta anche don Felix Ngolo, arrivato dal Congo al rione Gescal, con tappa a Quarto. Ancora a Scampia ci sono i gesuiti Fabrizio Valletti e Domenico Pizzuti, il primo con pragmatismo manageriale tenta di indurre la Napoli bene del centro a creare posti di lavoro a Scampia; il secondo resta convinto che l’immigrazione non sia un problema da gestire, ma “un regalo divino che apporta un inestimabile arricchimento umano, ancor prima che culturale”. Emergono vari temi, dall’ rapporto con le istituzioni e il potere, – civile ma anche ecclesiastico – ai beni sottratti alla criminalità che diventano beni sociali, alla mobilitazione per il lavoro, al rugby come strumento di integrazione. Queste storie di preti di frontiera sono approdate in libreria il 19 marzo, anniversario dell’assassinio di don Peppino Diana, pochi giorni dopo l’elezione di papa Francesco, che vuole una chiesa dei poveri che perlustri tutte le periferie e le frontiere. Un caso, anche editoriale, un pezzo di Chiesa italiana che esiste da sempre e che aspettava solo di essere raccontata, un libro che diventa strumento per accendere i riflettori su qualcosa che sarebbe rimasto in ombra. “In ognuno di loro – racconta Ilaria – c’è sempre la premessa dell’ accoglienza e dell’essere sacerdote, c’è la sociologia e la politica certo, c’è la denuncia, ma poi il cerchio si chiude, e si torna al Vangelo”.(giovanna.chirri@ansa.it) 

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(ANSA) - ROMA, 18 DIC - "Presenteremo un atto durante la prima seduta utile della commissione urbanistica che dia avvio ad una istruttoria volta alla revisione complessiva del Prg". Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Nelle linee programmatiche di inizio mandato risulta chiara la nostra posizione sugli strumenti di compensazione urbanistica. La lotta alla cementificazione prevede un graduale smantellamento dei provvedimenti ereditati, annullarli significherebbe generare altri debiti fuori bilancio", aggiunge la sindaca.

19:15Difesa: accordo ministero-Sardegna per restituire spiagge

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Spiagge 'libere' dalle servitù militari e periodi più lunghi, da giugno a settembre, di ferma delle attività a fuoco, investimenti in attività di ricerca e innovazione tecnologica e l'istituzione di osservatori ambientali indipendenti nei poligoni e nelle aree a maggior intensità addestrativa. Sono gli impegni sottoscritti a Roma dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti e dal presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, in un protocollo d'intesa per il coordinamento delle attività militari. Verranno restituite in questo modo bellissime spiagge in prossimità dei poligoni militari, oggetto di richieste che risalgono a 40 anni fa. In particolare, la Difesa si impegna a cedere la spiaggia di Porto Tramatzu, nel Poligono di Capo Teulada, e le spiagge di S'Ena e S'Arca nell'area del Poligono di Capo Frasca, e a cedere in maniera temporanea, tra il primo giugno e il 30 settembre, l'area delle 'Spiagge Bianche', sempre a Capo Teulada, e della 'Spiaggia di Murtas' a Capo San Lorenzo. Nell'intesa anche la piena operatività della caserma di Pratosardo che dovrebbe ospitare a regime 250 militari di vari reparti, il rilancio della scuola per sottufficiali della Marina a La Maddalena, dove è previsto anche un polo d'eccellenza dell'economia del mare. L'accordo prevede, inoltre, indennizzi ai Comuni e ai pescatori di Capo Frasca e la previsione di un'area di rispetto per le zone archeologiche. La Difesa, infine, promuoverà un tavolo interistituzionale per lo sviluppo di attività di ricerca e innovazione tecnologica, anche sulla cyber-security, in modo da ridurre l'impatto sul territorio. Si lavorerà anche per un distretto aerospaziale a Decimomannu. (ANSA).

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(ANSA) - SANTIAGO DEL CILE, 18 DIC - La presidente uscente del Cile, Michelle Bachelet, ha incontrato il suo successore, Sebastian Pinera - eletto nel ballottaggio di ieri - nel suo domicilio privato, per una prima colazione di lavoro di quasi due ore. "Quella di visitare il presidente eletto è una tradizione repubblicana", ha detto Bachelet alla stampa accorsa a coprire l'appuntamento davanti alla casa di Pinera, nell'esclusivo quartiere residenziale di La Deehesa, aggiungendo che "si è trattato di una riunione di lavoro". Resta il fatto che quella che doveva essere una visita protocollare di 15 minuti si è estesa per 1 ora e 45 minuti. Bachelet - che si era già congratulato telefonicamente con Pinera per la sua vittoria - ha potuto discutere punti dell'agenda presidenziale, prima di partire verso Villa Santa Lucia, dove almeno 8 persone sono morte sabato scorso a causa di un'alluvione.

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