A New York inizia ufficialmente l’era Bill de Blasio

NEW YORK. – A New York inizia ufficialmente l’era Bill de Blasio. Il nuovo sindaco, dopo aver giurato davanti alla sua casa di Brooklyn alla presenza del procuratore generale dello Stato, ha prestato giuramento anche nelle mani dell’ex presidente Bill Clinton, nel corso della cerimonia ufficiale davanti alla City Hall. Una cerimonia semplice, alla quale sono accorsi tanti newyorkesi, nonostante la giornata di festa e il grande freddo. E alla quale de Blasio, 52 anni, è arrivato in metropolitana con la sua famiglia: la moglie Chirlane e i figli Chiara e Dante, la prima first family interrazziale della storia della Grande Mela. Niente auto blu o sontuose scorte, dunque. Così come per il sindaco uscente, il miliardario Michael Bloomberg, che dopo 12 anni lascia la guida della città più grande e importante d’America. I due – che già ieri si erano incontrati per un breve passaggio di consegne – si sono incrociati proprio alla stazione della metro, a due passi dalla sede del municipio, dove tra la folla ad attendere l’investitura di de Blasio c’era anche Hillary Clinton. Nel suo breve discorso il nuovo sindaco non ha tradito le attese, promettendo di cambiare il volto della città. Un cambiamento attraverso politiche fortemente progressiste e a sostegno delle famiglie e delle aree più disagiate della Grande Mela. “Siamo chiamati a porre fine alle ineguaglianze economiche e sociali che minacciano il futuro della città che amiamo. E oggi – ha assicurato – ci impegniamo per una nuova agenda progressista, la stessa che spesso ha scritto la storia della nostra città”. Un’agenda fatta di più servizi sociali e più diffusi sul territorio, contro una politica che più volte in campagna elettorale de Blasio ha definito ‘manhattancentrica’, tutta concentrata sugli interessi della City finanziaria. Qualcuno parla di agenda ‘populista’, ma sono in molti quelli che vedono in quello che potrà fare il primo sindaco democratico da vent’anni a questa parte come un laboratorio. Un laboratorio per sperimentare nuove politiche realmente in grado di contrastare le contraddizioni e le storture delle grandi aree metropolitane come New York. “Chiederemo ai più ricchi di pagare un po’ più tasse”, ha ribadito con forza, non tradendo una delle principali promesse fatte in campagna elettorale, e che tanto somiglia all’impegno più volte espresso su scala nazionale dal presidente Barack Obama. “Non vogliamo aspettare, vogliamo agire ora”, ha detto de Blasio, sottolineando come con un po’ di sacrificio dei più benestanti si possano migliorare in maniera enorme i servizi sociali, a partire da quelli legati all’istruzione, come gli asili nido e i doposcuola. Si è mostrato determinato e battagliero il nuovo sindaco: “Ci sono quelli che pensano che ora che siamo al governo le cose continueranno come prima. Ma voglio essere chiaro: quando dicevo che la storia delle due città, una ricca e una povera, finirà, volevo dire che lo farò. E lo farò”. Non poteva mancare infine un saluto all’Italia, anche perché alla cerimonia era presente una nutrita delegazione di parenti e conoscenti venuti per l’occasione da Sant’Agata dei Goti, il paese in provincia di Benevento da cui partì la famiglia del nuovo sindaco di New York. “Grazie”, dice in italiano. “Mi avete sempre sostenuto e guidato”.

(Ugo Caltagirone/ANSA)

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