Letta vuole sprint 2014, subito contratto coalizione

ROMA. – Ancora poche ore per riprendere il fiato e poi subito al lavoro. Il primo appuntamento che attende Enrico Letta al rientro a Roma è il ‘contratto di coalizione’ o meglio, come viene indicato a Palazzo Chigi, “la nuova agenda con gli impegni per il 2014″. E il Governo vuole aprire il 2014 con il ”coraggio” che ha chiesto il presidente Napolitano attraverso uno sprint iniziale che dia il passo per procedere a lungo. “La chiave” delle prossime settimane è l'”impegno 2014″ o “contratto di coalizione”: comunque lo si chiami, si tratta di una verifica degli obiettivi di governo per i prossimi mesi e di un riequilibrio nella maggioranza, al di là della possibilità che questo comporti o meno un rimpasto, dopo che Matteo Renzi ha preso la guida del Pd. Il premier ha già avviato contatti informali con i suoi ministri per preparare il dossier. L’obiettivo – spiegano fonti interne – è realizzare “un crono-programma preciso, da qui al 2015, con i punti da realizzare”. Tra le priorità che indicano a Palazzo Chigi ci sono riforme, legge elettorale, economia, lavoro ed il semestre italiano a guida dell’Ue. E’ la risposta al pressing di Matteo Renzi che chiede di “passare dalle chiacchiere alle cose scritte”. Il neosegretario del Pd, su twitter, ha commentato il discorso di fine anno del presidente Giorgio Napolitano con un eloquente: “lavoro, coraggio, riforme. Senza perdere più tempo”. E’ apparso un messaggio indirizzato indirettamente più a Palazzo Chigi che a congratularsi con il Colle. D’altronde, nei giorni scorsi i renziani sono stati più che espliciti nei confronti dei lettiani: “Non basta un ritocco, un ‘rimpasto’. O si cambia radicalmente o si muore”. Sebbene una richiesta ufficiale ‘renziana’ di turnover dei ministri non ci sia stata esplicitamente, molti commentatori politici sono convinti che i sostenitori del sindaco di Firenze vogliano un cambio in alcuni dicasteri chiave come quello del Lavoro e quello della Giustizia, ora in mano a due tecnici. E colgono la palla al balzo i ‘montiani’ che chiedono rappresentanza nell’esecutivo dopo che lo ‘scisma’ con gli uomini di ‘Per l’Italia’ li ha, di fatto, fatti scomparire dall’organigramma di governo. In allarme il Nuovo Centro Destra: gli alfaniani diffidano su quali siano le reali intenzioni di Renzi in merito al ‘patto di coalizione’ e potrebbero riunirsi il 3 gennaio proprio per fare il punto. Intanto, il ministro Gaetano Quagliariello è stato più che esplicito: “Noi pretendiamo una sola cosa: rispetto”, rivendicando implicitamente che la tenuta del governo al Senato dipende anche dai voti del Ncd. Prova a mettere ordine il ministro Dario Franceschini: “Correggere la squadra – ha spiegato nei giorni scorsi l’esponente renziano dell’esecutivo – sarà una cosa che, se avverrà, si farà alla fine, dopo avere firmato un patto per l’agenda 2014 ed uno per le riforme istituzionali”. Il tema del rimpasto – viene spiegato da fonti vicine all’esecutivo – può essere affrontato senza tabù, qualora fosse presentato da qualcuno, ma l’attenzione va rivolta ai contenuti. Letta ha intenzione di chiudere la partita del ‘contratto per il 2014’ entro due o tre settimane al massimo, in ogni caso certamente non oltre fine gennaio. Sui temi da inserire nel crono-programma le idee sono abbastanza chiare e, apparentemente, condivise. Renzi, più volte, ha sottolineato l’urgenza di cambiare la legge elettorale. Ed ha trovato una intesa con Letta. Il premier ha dimostrato di non temere che una nuova legge per il voto significhi necessariamente una accelerazione dei tempi per le elezioni. Entrambi, insomma, puntano a modificare il ‘porcellum’ prima delle europee in programma a maggio. Piatto forte del “piano per il 2014” sarà il ‘job act’. Renzi ha fatto del Lavoro uno dei baluardi della sua proposta di ‘rinnovamento’. Letta punterà a trovare una sintesi delle varie istante presenti nella sua maggioranza e nello stesso Pd.

(Teodoro Fulgione/ANSA)

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