Effetto Reja, la Lazio affonda una brutta Inter

ROMA. – L’effetto Reja rivitalizza la Lazio. Se non dal punto di vista del gioco, perchè la Befana biancoceleste non ha certo portato lo spettacolo, almeno dal punto di vista del risultato, perchè Klose è stato bravo a sfruttare in modo micidiale per l’Inter l’unica vera palla giocabile avuta a disposizione. Dall’altra parte, in casa Inter, è già sfumato l’effetto derby, e la squadra di Mazzarri si ritrova a meno dieci dalla Roma, e -8 dal terzo posto del Napoli, quindi ancora lontana dall’Europa che conta. Ma ciò che rende poco ottimisti anche i più accesi fra i tifosi nerazzurri, che gli unici applausi li hanno riservati a Zanetti e Milito (al rientro dopo tre mesi) mentre si scaldavano prima di entrare in campo, è che non si intravedono schemi efficaci, soprattutto in fase realizzativa, e che nel frattempo continuano ad esserci amnesie difensive puntualmente pagate care. Non è questa l’Inter che sognano Thohir e il popolo nerazzurro, e per il suo tecnico c’è ancora tanto lavoro da fare. Di sicuro c’è assoluta necessità di ritrovare il miglior Milito, perchè Palacio (una seconda punta) da solo non può sempre reggere il peso di un intero reparto, oppure bisogna intervenire sul mercato. Dove rischia di tornare Guarin, nonostante le parole del d.s. Ausilio che vorrebbe tenerlo, perchè il colombiano non ha gradito la sostituzione e nemmeno, almeno così è sembrato, le parole che gli ha rivolto Mazzarri mentre si sedeva in panchina. In una partita decisamente brutta e con pochi spunti di cronaca, la Lazio è apparsa comunque rivitalizzata, in particolare con Hernanes, mentre la difesa, con la coppia centrale Biava-Dias, ha ritrovato la sicurezza che soluzioni estemporanee come quelle di Cana e Novaretti non avevano garantito. Nel primo tempo, sbadigli a parte, c’erano state l’occasione avuta da Lulic dopo un’incomprensione tra Jonathan e Ranocchia, e la punizione pericolosamente calciata da Alvarez, più un tiro di Hernanes, dppo una ‘sponda’ di Lulic, deviato in calcio d’angolo. Nella ripresa, caratterizzata dai cori anti-Lotito, stavolta troppo pesanti perchè non si può augurare la morte a nessuno, a parte quelli provocati dalla temperatura c’erano stati, prima del gol, solo due brividi, quello per un colpo di testa di Nagatomo deviato in angolo da Berisha e poi per un’azione della Lazio al 26′ con Klose che mancava di un soffio la deviazione sul cross di Candreva., Ma su un’azione simile dieci minuti dopo, sempre su cross dell’azzurro di Prandelli, stavolta il tedesco non falliva, fulminando con una bella girata di destro Handanovic e l’incerta difesa interista. Per la gioia del pubblico laziale e del suo ritrovato’ maestro’ Reja, in piedi per tutta la partita e la cui esuberanza è stata spesso frenata dal quarto uomo Musolino. Per oggi va bene così, ma all’aquila laziale per volare serve ben altro.