Letta avvia le consultazioni. Renzi fa diplomazia parallela

ROMA  – Al via le consultazioni per il patto di governo ‘Impegno 2014’. Enrico Letta non lascia passare un solo giorno, dopo le festività. E, dopo aver informato il presidente Giorgio Napolitano, avvia con Scelta civica un primo giro di incontri bilaterali con i partiti della maggioranza per definire il perimetro e i contenuti del contratto di coalizione. Entro venerdì vedrà tutti i leader, incluso naturalmente Matteo Renzi. Quel Renzi che apre le sue ‘consultazioni’ da diplomazia parallela sulla legge elettorale, nell’ambito delle quali dovrebbe incontrare in settimana anche Silvio Berlusconi.

Dopo il lavoro dei giorni scorsi e un incontro ieri in mattinata con i ministri di Economia e Lavoro, Fabrizio Saccomanni ed Enrico Giovannini, Letta apre formalmente il dossier ‘Impegno 2014’. Ad esso è legata l’attività del governo nel prossimo anno e la stessa tenuta della nuova maggioranza.

E per poter concentrare sul contratto di coalizione tutte le sue energie, il presidente del Consiglio sgombra anche l’agenda da incontri in programma da tempo come il bilaterale con la Turchia. Sempre ieri, ma nel pomeriggio, sale al Colle e al presidente della Repubblica espone metodo e contenuti delle consultazioni che avvierà da lì a poco: della loro evoluzione il premier informerà Napolitano.

Alle 17.30 una delegazione di Scelta civica formata da Stefania Giannini, Alberto Bombassei e i capigruppo Gianluca Susta e Andrea Romano, varca il portone di Palazzo Chigi. Entro venerdì Letta vedrà anche una delegazione di Per l’Italia e Psi, oltre a Renzi e Alfano, che potrebbe incontrare anche da soli.

Il primo giro di incontri bilaterali, spiegano dal governo, serve a definire innanzitutto il perimetro di Impegno 2014. L’orizzonte programmatico è di un anno: il premier non potrà recepire dunque tutti i temi che i partiti metteranno sul tavolo, ma dovrà trovare una sintesi tra le proposte. E per i capitoli scelti, definire i contenuti sulla base delle posizioni dei partiti. Con ciò che resterà fuori dal contratto, come è probabile che sia per la legge elettorale, saranno possibili poi ‘incroci’, anche con documenti da allegare al patto.

Con la delegazione di Sc il premier parla di sviluppo e lavoro, di riforme, ma non di unioni civili. Viene sollevato il tema del rimpasto di governo, ma Letta spiega che non c’è urgenza di sostituire Stefano Fassina o i sottosegretari di FI. Prima i temi, poi eventualmente i nomi, ribadiscono a Palazzo Chigi. I montiani traggono l’impressione che si aprirà un giro di incarichi, ma non subito, non a gennaio. Tra una decina di giorni è invece probabile che Letta accolga la proposta di Stefania Giannini e sieda tutti gli alleati attorno a un tavolo, per definire in un confronto aperto i contenuti del contratto, sulla base di una prima bozza. La data possibile è dopo la direzione del Pd del 16 gennaio, per chiudere ‘Impegno 2014’ nella settimana successiva.

Intanto, però, il segretario del Pd avvia le sue ‘consultazioni’. Con un pranzo a Firenze con Mario Monti, Renzi apre gli incontri con i leader di maggioranza e opposizione per trovare l’accordo sulla legge elettorale. In settimana si annuncia un faccia a faccia con Silvio Berlusconi. Un incontro cui guardano con apprensione gli alleati, per il timore che il sindaco di Firenze chiuda un accordo con il Cavaliere, magari sul sistema spagnolo. E per il sospetto, raccontano esponenti di Ncd, che Renzi punti in realtà all’election day a maggio. Da parte sua Letta si mostra concentrato sull’obiettivo del patto di coalizione e fiducioso che si possa chiudere una buona intesa, per riconsegnare il Paese al voto quando saranno raggiunti alcuni risultati sul piano delle riforme e dell’economia. Quanto alla legge elettorale, bene l’accelerazione di Renzi: prima si fa, meglio è. E bene anche, dicono fonti del governo a un confronto allargato per una larga intesa, ma partendo da un accordo nella maggioranza.