Sardegna, Grillo stoppa la corsa: “Troppe divisioni nel M5s”

CAGLIARI – Fa ancora scalpore in Sardegna la scelta del Movimento 5 Stelle di non partecipare ufficialmente alle elezioni del 16 febbraio per il rinnovo del Consiglio regionale.

Apparsi divisi sin dalla prima ora, i “grillini” sardi non hanno avuto il via libera per l’uso del simbolo dallo staff di Beppe Grillo.

“Le liste presentate erano in profondo disaccordo tra loro e questa situazione – spiega  sul suo blog il leader del Movimento – perdurava da mesi nonostante i numerosi tentativi proposti di trovare una composizione”.

“Il M5S non è a caccia di poltrone e la partecipazione a una competizione regionale non è obbligatoria”, chiarisce Grillo. Non mancano, però, gli irriducibili che hanno presentato due simboli che richiamano le cinque stelle del Movimento.

Nel frattempo il Pd ha chiuso le candidature per le liste provinciali e già si contano le prime rinunce. La più rilevante è quella di Renato Soru: l’ex governatore, dopo cinque anni all’opposizione, non si ricandiderà a consigliere. Ma a tenere banco in queste ore è la scelta imposta da Grillo ai suoi attivisti sardi. Dopo una partenza sprint sui programmi, i “grillini” nell’Isola si sono subito ritrovati separati in casa tra “ortodossi” e “innovatori”. I primi avevano avviato il percorso di discussione sui temi dell’azione di governo rimandando ad un momento successivo la scelta dei candidati da proporre a Grillo. Gli altri avevano prodotto una road map che prevedeva, oltre alla discussione sui programmi, anche una sorta di regionarie on line. Avviate le autocandidature sul web per aspiranti consiglieri e presidenti, la fase due era stata stoppata dallo stesso Grillo, che nel suo blog aveva fatto fare marcia indietro sulle liste.

Nei giorni scorsi, quando neppure un tentativo di riappacificazione dell’ultima ora era andato a buon fine, l’annuncio su Facebook della deputata Emanuela Corda: “Nessuna lista per le Regionali in Sardegna”. Così chi non si è rassegnato ha presentato la lista civica “Onestà e Progresso”, “per non far svanire il lavoro svolto dei meetup pentastellati”. Un altro gruppo ha invece presentato la lista “Nuovo Movimento Sardegna” con cinque asterischi gialli che ricordano le cinque stelle dei “grillini”.

Oggi si saprà se le due liste avranno superato l’esame della Corte d’appello che potrebbe bocciare i simboli in quanto confondibili con quello originale dei 5 stelle.