Fabiana D’Alba, l’incontro tra intelligenza e bellezza

Pubblicato il 08 gennaio 2014 da redazione

CARACAS – Sono molte le cose che possono venire in mente al momento di  incontrare una ragazza come Fabiana D’Alba. Quello che ovviamente risalta quando la si guarda da lontano è la sua altezza ed il portamento regale. Ciononostante, il suo modo di fare non ha alcunché di altezzoso. 

Fabiana, nata e cresciuta a Caracas, si avvicina con gentilezza ad un celebre caffè in zona Las Mercedes che, curiosamente, sembra essere fatto apposta per un incontro del genere. Tra cappuccini e musica jazz, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere un po’ di più la personalità della figura che c’è dietro i flash del fashion world.

Non sono poche le cose che, con i suoi 24 anni, ha fatto nella vita. La sua prima passerella è stata quella di Beco nel concorso “La Moda Eres Tú”, un’opportunità che ha cambiato il suo presente, al pari del suo futuro:

-In quella occasione ho vinto la prima fase del concorso in cui i partecipanti dovevano caricare sul sito quattro look differenti. Una commissione ha scelto i vincitori che poi avrebbero avuto l’opportunità di sfilare nella passerella di Beco. Quello che non sapevamo era che dovevamo sfilare con i capi del nostro armadio. A quel punto, ho dovuto chiedere aiuto alla mia amica Helena.- dice mentre sfoggia uno splendido sorriso.

Helena Gil, creatrice dell’etichetta Perinola, le ha prestato i vestiti con cui ha sfilato e l’evento è divenuto una ‘chance’ straordinaria per dare visibilità al suo marchio.

-È stata una vera sorpresa per la commissione. Tutti sono rimasti affascinati dal mio look. Si chiedevano come mai non conoscevano Perinola e mi hanno domandato il perché ero stata così lontana dalle passerelle.

La risposta tutto sommato è semplice. Fabiana descrive sé stessa come una ragazza avida di conoscenze. Fino a quel momento, infatti, si era dedicata solo e soltanto a laurearsi in Lingue Moderne, a scattare fotografie e a partecipare a simulazioni delle Nazioni Unite. Tra le altre cose, la sua tesi di laurea sul genocidio in Ruanda ha ottenuto un bel “Sobresaliente” da parte dell’Unimet.

-Poi – riprende –  tutto è accaduto quasi “naturalmente”.

A guardarla, verrebbe da dire che sia proprio la parola giusta. Subito dopo, ha sfilato per la disegnatrice Constanza Oquendo.

-Per partecipare a quella sfilata sono dovuta scappare dal mio lavoro. Ciò che non mi aspettavo è che il giorno dopo ci fosse una mia fotografia ad occupare  un quarto di pagina del quotidiano che arriva in ufficio,- e ride fragorosamente.- Ero molto sorpresa, ma contentissima. Ovviamente mi è toccato far sparire il giornale!.

Si è presto sparsa la voce e la pioggia di sfilate, showrooms e fotografie non si è più fermata. Fabiana ha avuto l’opportunità di  lavorare insieme a grandi disegnatori come Valentina Gordon, Monica Sordo, Nimrod Fonseca e Ángel Sanchez. Ed insieme a fotografi come Conrado Véliz (Velvet magazine), Basil Faucher, Daniel López, Luis Molina e Rafael Borrachero. Inoltre, è stata protagonista di una “incursione” nel concorso “Chica E! Venezuela” in cui è arrivata tra le tre finaliste.

Anche se molti affibbiano l’aggettivo “banale” a questa professione, basta dare un’occhiata alle fotografie e parlare un attimo di Gestes Rituels, sessione di fotografia per la rivista Velvet, in cui Fabiana ha posato per gioielli d’argento e vetro di Murano in pose yoga:

-Ho dovuto dedicare circa sei ore alla fase del trucco, coperta di olio d’oliva e facendo delle “āsana” (posizioni o posture in sanscrito, ndr) su due piattaforme di acciaio. È stata davvero una sfida. Sono stata ricompensata con ben otto pagine di fotografie, tanto nell’edizione cartacea quanto sul web. È stata una grandissima gioia.

Il caffè sparisce rapidamente dalle tazzine mentre, d’improvviso, ricordiamo “Kort”, un fashion film senza scopo di lucro, da lei prodotto e diventato video virale grazie alle reti sociali, che cerca di promuovere la donazione dei capelli per la lavorazione di parrucche destinate ai pazienti che lottano contro il cancro. Nel video possiamo osservare Fabiana tra lustrini e gonne trasparenti di Perinola, mentre la musica di “The Bloody Beetroots” suona in sottofondo. Lo scopo di questa iniziativa era «dare un messaggio semplice però universale. Fare un appello alla riflessione. Se lasciamo le immagini e cambiamo lingua, il messaggio può arrivare ovunque. Cambiare look può aiutare significativamente la psicologia di chi lotta contro il cancro». Per ben due volte Fabiana ha donato la sua capigliatura.

Il discorso si fà sempre più intimo, però il passaggio non è faticoso: D’Alba si mostra sempre aperta e disposta a raccontare quello che ha dentro sé. L’energia e la voglia di fare la differenza in ogni piccolo dettaglio della vita non passano inosservate.

Quando parliamo della sua famiglia e delle sue origini, esibisce un sorriso genuino:

-Poco tempo fa, ho avuto l’opportunità di viaggiare in Italia per incontrare finalmente una parte della mia famiglia che non conoscevo. Non sapevo nemmeno fosse così grande e bella – dice commossa -. Ho provato tante emozioni accanto a loro. Il calore ed il modo di fare degli italiani che ho avuto la fortuna di conoscere mi ha colpito profondamente. Di solito, ci dimentichiamo delle cose veramente importanti, delle nostre radici. Condividere momenti a tavola, all’aria aperta o durante delle passeggiate sono stati attimi preziosi per me.

Parte della famiglia di Fabiana è stata di immigrati che, come tanti in Venezuela, si sono stabiliti nel Paese alla ricerca di un futuro migliore. Lei si sente orgogliosa delle due culture che la circondano e la caratterizzano.

Le piace viaggiare, leggere; ha una grande passione per la fotografia, soprattutto per “rompere gli schemi”. Critica quelli che giudicano soltanto dalle apparenze, quelli che «vivono di pregiudizi e non guardano oltre». Vuole dimostrare che dietro ad una bella faccia può esserci molto di più.

Fabiana D’Alba è una ragazza che sa perfettamente ciò che vuole e come fare per ottenerlo. Non crede nelle scuse perché dà sempre il massimo di sé e pensa che il corpo sia «l’avatar dello spirito». È una prova vivente di costanza, bellezza, intelligenza e coraggio. Per lei qualsiasi cosa è possibile. Ed il successo è appena cominciato.

Arianna Pagano

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