Ablyazov, sì della Francia all’estradizione in Russia

PARIGI  – L’ex oligarca kazako Mukhtar Ablyazov può essere estradato in Russia. Lo ha deciso ieri la Corte d’appello di Aix en Provence, nel sud della Francia, suscitando le immediate critiche dei legali e della famiglia. Il tribunale transalpino ha ritenuto ammissibile la richiesta formulata dai giudici di Mosca, e anche quella analoga proveniente dall’Ucraina, ritenendo che la priorità andasse alla prima per la maggior gravità dei reati contestati.

Il verdetto ricalca totalmente le richieste formulate a dicembre dalla procura generale che, per bocca dell’avvocato Solange Legras, aveva accusato Ablyazov di essersi “costruito uno status di vittima”, assumendo il ruolo dell’uomo politico d’opposizione solo per sfuggire alla legge. La reazione dei difensori di Ablyazov è stata immediata: in una nota diffusa poco dopo la sentenza hanno annunciato che faranno al più presto ricorso alla Corte di Cassazione di Parigi, parlando di decisione che “copre di vergogna la giustizia francese”, nonché priva di motivazioni valide.

Ancora più dure le parole della famiglia, che per bocca del portavoce Peter Sahlas accusa la Francia di voler “inviare Ablyazov, un rifugiato, dritto nelle mani delle persone da cui dovrebbe essere protetto”, ignorando i ripetuti appelli in suo favore lanciati dalle “maggiori organizzazioni di difesa dei diritti umani” del mondo.

Dubbi sul verdetto dei giudici di Aix en Provence sono stati sollevati anche da Riccardo Olivo, avvocato italiano della moglie di Ablyazov, Alma Shabalayeva.

– Lascia quantomeno perplessi – ha commentato all’Ansa definendo “fondato” il timore espresso dalla donna di “non rivedere mai più il marito” nel caso fosse estradato -. Paesi con forti legami con il Kazakistan, come Russia e Ucraina, potrebbero facilmente consegnarlo alle autorità di Astana, ha spiegato, e potrebbe così sparire nel nulla.

Commenta invece con soddisfazione la banca Bta, istituto kazako al centro dei molti contenziosi giudiziari in cui l’ex oligarca è implicato.

“Questa è una decisione cruciale, che sosterrà gli sforzi della banca per recuperare 6 miliardi di dollari di asset di cui Ablyazov si è indebitamente appropriato durante il suo mandato da presidente”, spiega la società in una nota, smentendo che la decisione di Mosca e Kiev di perseguire l’uomo d’affari abbia motivazioni politiche.

Intanto, in Italia si riaccende la polemica politica sulle circostanze dell’espulsione della Shalabayeva e della figlia Alua dopo un’intervista rilasciata al quotidiano ‘la Repubblica’ dall’ex capo di gabinetto del ministero dell’Interno Giuseppe Procaccini, che proprio per quella vicenda fu costretto alle dimissioni. Sel e alcuni senatori del Pd chiedono al titolare del Viminale Angelino Alfano di riferire in Parlamento sul tema, dato che le parole del prefetto Procaccini, se confermate, smentirebbero la versione ufficiale presentata dal governo, richiamando la responsabilità di Alfano sulla ‘extraordinary rendition’ che nel maggio scorso rinviò madre e figlia ad Astana.

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