Lavoro, i programmi dei partiti

Pubblicato il 09 gennaio 2014 da redazione

ROMA  – Non c’è solo il Pd con il suo Jobs Act: tutti i principali partiti hanno proposte per riformare il mondo del lavoro e spingere l’occupazione. Eccole in sintesi.

SCELTA CIVICA – Proprio ieri ha presentato le proposte del partito. Primo obiettivo è ridurre tutta la legislazione italiana del lavoro “a 70 articoli del Codice Civile, brevi e traducibili facilmente in inglese”. La ricetta per riformare il mercato del lavoro è fatta di “flex-security”; sperimentazione di rapporti più snelli e meno costosi per le aziende, con riduzione dell’Irap e della contribuzione previdenziale dal 33% al 25% per gli under 30 e gli above 50, “active ageing”, ovvero un sistema per favorire l’invecchiamento attivo sul posto di lavoro; riforma del sistema delle rappresentanze sindacali; promozione dell’occupazione femminile attraverso sgravi fiscali selettivi. Ma soprattutto contratti di ricollocazione e un nuovo sistema per utilizzare i cassintergrati in attività di utilità pubbliche.

NUOVO CENTRODESTRA – Le posizioni in tema di lavoro sono state più volte illustrate dall’ex ministro e ora presidente dei senatori di Ncd, Maurizio Sacconi. Per Sacconi bisogna “rimuovere le rigidità introdotte dalla Legge Fornero e adottare regole semplici e certe con il contemporaneo riconoscimento della autonomia negoziale dei lavoratori e degli imprenditori nella dimensione aziendale. A ciò si deve aggiungere lo stretto nesso tra spending review e riduzione del cuneo fiscale a partire dal salario di produttività”. Quanto all’articolo 18, per Sacconi la reintegrazione forzosa del lavoratore licenziato deve essere limitata al solo licenziamento discriminatorio.

MOVIMENTO 5 STELLE – Nel programma del Movimento che fa capo a Beppe Grillo non c’è una parte specifica sul lavoro. Nei capitoli dedicati all’economia, ai trasporti e all’istruzione, però, si fa rapidamente cenno ad alcune riforme che riguardano sostanzialmente il lavoro: si va dall’abolizione della legge Biagi al sussidio di disoccupazione garantito, dagli incentivi per le imprese che utilizzano il telelavoro all’integrazione tra Università e aziende.

LEGA NORD – Tra i “12 progetti concreti” del movimento guidato da Matteo Salvini almeno tre sono dedicati specificamente al lavoro: si tratta del numero 9 con cui si propone zero Irpef per l’assunzione di giovani sotto i 35 anni per i primi tre anni di lavoro; il 10, che prevede il passaggio da contratti collettivi nazionali a contratti territoriali e la riforma del sistema pensionistico su base regionale; l’11, con cui si vuole introdurre un nuovo sistema scolastico su base regionale, collegato al mondo delle imprese.

FORZA ITALIA – Le slide presentate dal gruppo parlamentare della Camera, per ribattere al Job Act del Pd, parlano di tre assi: maggiore crescita, regolazione semplice, trasparente e flessibile e lotta al sommerso. Nel concreto molte le proposte. Tra queste il riconoscimento alle imprese, per le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato, di una detrazione dei contributi per i primi 5 anni; la promozione di contratti di apprendistato, di lavoro a tempo parziale e di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate; sostituzione dell’attuale sistema dei sussidi alle imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione; incentivi alle imprese di giovani imprenditori; ritorno alla Legge Biagi per uno “Statuto dei Lavori”.

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