Rai: Grillo attacca i direttori Tg: “Giornalisti servi”

Pubblicato il 10 gennaio 2014 da redazione

ROMA  – Beppe Grillo torna all’attacco dei giornalisti e della tv pubblica. Questa volta prende di mira i direttori dei tre tg Rai, ritratti sorridenti in apertura del suo blog. “Telegiornali Rai a servizio dei partiti” è il titolo del post che ricorda come l’Italia sia al 70/o posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa. Un nuova presa di posizione per il leader del Movimento 5 Stelle, che con Roberto Fico guida la commissione di Vigilanza Rai.

Proprio Fico, con Grillo, aveva guidato lo scorso settembre Occupy Rai, irrompendo a Viale Mazzini nel corso di un’iniziativa fortemente contestata dagli altri partiti, che ora invitano il presidente della bicamerale a dissociarsi dall’ex comico.

“L’occupazione dei mezzi di informazione è totale, l’ultima barriera prima della caduta del Regime”, scrive Grillo. “Questo scempio avviene nei talk show, nei telegiornali, nelle inchieste su misura – prosegue il post -. Questi signori, a iniziare dai responsabili di testata e dei telegiornali, per finire con le Gruber e i Floris, se ne fregano delle denunce, si sentono impuniti, invulnerabili, protetti”.

“Possibile che in Rai nessuno alzi la voce contro questo schifo? – si legge ancora -. I giornalisti sono i principali colpevoli dello sfascio dell’Italia, asserviti a un padrone, a un’ideologia o, più prosaicamente, al portafoglio”.

Grillo lancia quindi un sondaggio chiedendo “Cosa è giusto fare” e invitando a scegliere tra alcune opzioni, come non pagare più il canone, chiedere l’immediato licenziamento dei direttori dei tg e denunciare la Rai alla Commissione Ue.

A replicare è il direttore del Tg2, Marcello Masi.

– Le critiche sono legittime sempre, ma su fatti specifici – afferma -. L’insulto non fa parte della mia cultura e quella di Grillo mi sembra proprio una sequela di insulti senza prove.

Dal canto suo, l’Usigrai accusa Grillo di usare “metodi squadristi non degni di un leader politico e non compatibili con un sistema democratico”. Dal Pd Michele Anzaldi chiede invece che Fico si dissoci dalle affermazioni del leader M5S. Il presidente della Vigilanza interviene però su un altro tema, quello della trasparenza degli stipendi dei dipendenti.

“La Rai non ha più scuse. Deve renderli noti”, scrive su Facebook riferendosi alle affermazioni del sottosegretario Giovanni Legnini, secondo il quale “anche la Rai è tenuta a comunicare” al governo “il costo annuo del personale comunque utilizzato, con riferimento ai singoli rapporti di lavoro”.

Legnini, rispondendo alla Camera a un’interrogazione di Renato Brunetta, spiega che si stanno predisponendo le procedure di acquisizione dei dati. Soddisfazione dal capogruppo di FI alla Camera, che invita la Rai di partire dai compensi del prossimo Festival di Sanremo.

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