Reato immigrazione clandestina: Grillo e Casaleggio bocciati

Pubblicato il 13 gennaio 2014 da redazione

ROMA  – Un punto a favore del progetto di democrazia diretta del M5S, uno a favore dei parlamentari Cinque Stelle che hanno prima votato e poi sostenuto compatti l’emendamento per l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina, un punto in meno a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio che avevano sconfessato l’operato dei loro parlamentari in modo lapidario.

“Se l’avessimo presentato alle elezioni prendevamo percentuali da prefisso telefonico” avevano infatti commentato i due leader del Movimento quando, a sorpresa, l’emendamento promosso da due senatori M5S era stato approvato in Commissione Giustizia di palazzo Madama, con il voto favorevole del governo.

Ieri, alla vigilia del voto alla Camera, la proposta del Movimento è approdata in rete per una consultazione degli iscritti. Un ‘referendum’ avviato in fretta e furia, che ha per questo fatto storcere il naso ad alcuni ‘portavoce’, ma che ha promosso la scelta fatta dai parlamentari di sostenere la loro proposta contro le indicazioni del vertice.

La stragrande maggioranza dei votanti si è infatti espressa per l’abrogazione del reato anche se i numeri della consultazione appaiono comunque molto ridotti per ‘scomodare’ il tanto esaltato metodo della democrazia diretta. Hanno infatti votato in circa 25 mila persone su un totale di 80 mila aventi diritto: di questi hanno optato per l’abrogazione del reato in circa 16 mila contro i poco più di 9 mila contrari. Ma tanto basta per far gridare al successo il Movimento.

“Il risultato è una grande vittoria della democrazia a 5 stelle. Abbiamo dimostrato a tutti da dove arrivano i ‘diktat’… dai cittadini”, commenta, tra gli altri, Maurizio Vincenzo Santangelo neo capogruppo del Movimento al Senato che ora sfida i partiti:

“Se il Pd avesse consultato i propri iscritti sulla proposta M5S di Rodotà avremmo un altro Capo dello Stato”. Esulta Andrea Cioffi, uno dei due senatori che con il suo emendamento aveva proposto l’abolizione della norma: “Grazie a tutti per la partecipazione. Non era mai successo che si chiamassero a votare liberamente tanti cittadini per una scelta di voto di un gruppo parlamentare. Questo è il senso profondo del M5S”.

La vittoria del metodo ‘democratico’ annacqua anche le polemiche che l’improvvisa consultazione provoca. La richiesta di parere è stata inoltrata agli iscritti ieri mattina e la finestra per votare è rimasta aperta solo dalle 10 alle 17.

“Non è così che va gestita la democrazia diretta. Il blog gestito così diventa un’arma. Togliamo quella pistola a Casaleggio!” si lamenta il senatore M5S Francesco Campanella.

Anche il collega Luis Alberto Orellana concorda: “o è l’ennesima presa in giro o una palese dimostrazione di totale incapacità”. Anche gli iscritti in rete si lamentano: oltre a quelli che non riescono a votare ci sono molti che ammettono di non avere chiare finalità e implicazioni del provvedimento.

La Lega Nord ne approfitta a attacca: “ora si renderanno complici dell’invasione di immigrati”, avverte il segretario Matteo Salvini. Il Pd invece se la ride.

– L’escalation del dibattito nel M5S sul reato di clandestinità – afferma Pina Picerno – tocca le vette del ridicolo.

Solo 25 mila rispondono  all’appello
Il popolo grillino dice sì all’abolizione del reato di immigrazione clandestina. E’ questo il risultato del referendum on line lanciato da Beppe Grillo sul blog. Un tema che nell’autunno scorso rischiò di spaccare il Movimento, con Grillo e Casaleggio che sconfessarono -via blog- l’emendamento di due senatori stellati, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi. Pochi però i votanti: quasi 25mila su oltre 80 mila aventi diritto.

Dalle 10 alle 17 di ieri gli iscritti certificati che si sono pronunciati inmodo “vincolante” sul voto che il gruppo parlamentare del Senato dovrà esprimere oggi sul “reato di clandestinità” hanno cliccato il loro verdetto: 15.839 hanno votato per l’abrogazione del reato, 9.093 per il mantenimento.

“I votanti -si legge sul blog- sono stati 24.932. Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383. Con l’abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato”.

Critiche erano arrivate da alcuni parlamentari stellati per la modalità con cui si è stata lanciata la consultazione. Sotto accusa il preavviso sul referendum a votazione già aperta, i tempi stretti per il voto ma soprattutto le critiche si concentrano sulla gestione della democrazia diretta.

Alli (Ncd)“E’ materia seria non da sondaggino”
“Clandestinità e immigrazione sono temi troppo seri per essere affrontati tramite estemporanei sondaggi di Grillo. Abrogare il reato di clandestinità è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Noi del Nuovo Centrodestra siamo favorevoli a un’accoglienza che sia regolamentata e in grado di dare a chi viene da noi un lavoro e condizioni di vita dignitose. Dal momento che questo non è possibile, illudere le persone e giocare sulla disperazione altrui è un metodo che non ci piace. Perciò ribadiamo il nostro sì al mantenimento del reato di clandestinità”. A dichiararlo è Paolo Alli (Ncd), componente commissione Politiche Ue.

Savino (FI)“Referendum M5s? Una farsa”
“Secondo Grillo la politica sull’immigrazione in Italia, Paese che conta 60 milioni di abitanti, deve essere decisa da 15 mila iscritti al suo blog? Siamo alla farsa: questa non è democrazia diretta, ma nelle migliori delle ipotesi è oligarchia”. Lo afferma Elvira Savino, deputata di Forza Italia, commentando il sondaggio del M5S sul reato di clandestinità.

– I milioni di cittadini che alle ultime elezioni hanno votato per il Movimento 5 stelle non contano nulla, così come non contano nulla neppure i parlamentari grillini visto che poi prendono ordini dal di fuori come se fossero dei burattini. Credo che molti elettori – conclude Savino – si siano pentiti di aver votato Grillo ed è anche a questi cittadini delusi che Forza Italia si deve rivolgere.

Picierno (Pd): “Grillo torna a fare il comico”
“L’escalation del dibattito all’interno del M5S sul reato di clandestinità tocca le vette del ridicolo”. Lo dice la responsabile legalità del Pd Pina Picierno.

– Sul tema dell’immigrazione – aggiunge – Grillo torna a fare il mestiere che più gli si addice: quello del comico. Prima ha esternato, in innumerevoli occasioni, parole di stampo lepenista contro gli immigrati; poi ha sconfessato i suoi esponenti in Parlamento, bloccando emendamenti e proposte che puntavano ad annullare la sciagurata legge voluta dalla destra. Oggi, però, basta uno pseudo-sondaggio sul blog, del tutto estemporaneo, al quale infatti partecipa meno di un terzo degli iscritti, per sbugiardare lui e Casaleggio. Il loro imbarazzo è palese, a giudicare da come i risultati vengono riportati sul sito (in posizione defilata e senza darne conto nel titolo). Forse, come ha dichiarato mesi fa, teme che un atteggiamento meno schiacciato sui toni leghisti possa far precipitare il movimento a “percentuali da prefisso telefonico”. In ogni caso, spero che gli eletti del M5S diano retta alla loro “base”, che, per quanto esigua, ha dato loro mandato di votare come il Pd.

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