Sindaco Pavia il più apprezzato, Rossi tra governatori

Pubblicato il 13 gennaio 2014 da redazione

ROMA  – Cresce il numero degli italiani che guarda con favore al ruolo svolto dai sindaci, soprattutto se giovani e con idee ‘nuove’: è quanto conferma lo studio di Ipr Marketing che ogni anno, per il Sole 24 Ore, giudica l’indice di gradimento dei cittadini nei confronti del proprio sindaco. E nel 2013 – facendo il paio con il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ‘premiato’ però dal suo partito, il Pd – a svettare sul gradino più alto della classifica troviamo Alessandro Cattaneo, giovane primo cittadino (è nato nel 1979), che guida la città di Pavia dal 2009.

Laureato in ingegneria elettronica (e, come Renzi, con un passato da arbitro dilettante alle spalle), il primo cittadino lombardo nel giro di un anno è riuscito nel quasi miracolo di issarsi al primo posto dopo non essere neanche stato presente nella classifica 2012, archiviando una percentuale di gradimento del 68% (contro il 54,3% incassato il giorno dell’elezione).

Su un altro fronte, anche questo rilevante come quello delle Regioni, è il presidente della Toscana, Enrico Rossi, a guidare la graduatoria del consenso, confermando la leadership del 2012 con una percentuale del 57%. In questo caso però il governatore toscano continua ad essere tallonato, come nel 2012, da Luca Zaia del Veneto (56%), seguito a sua volta dal presidente della Campania Stefano Caldoro, che agguanta la terza piazza con uno sprint che gli permette di scavalcare 5 posizioni (nel 2012 era 8/o) con il 55% di gradimento.

Tornando ai sindaci, c’è da rilevare che in termini politici l’arrivo di Cattaneo (Forza Italia) ribalta sostanzialmente il quadro delle presenze nella parte alta della classifica dei primi cittadini, pressoché dominata dal centrosinistra. Alle spalle di Cattaneo si piazza il sindaco di Bari Michele Emiliano (centrosinistra), anch’egli grazie a un balzo rimarchevole che gli fa guadagnare 23 posizioni (nel 2012 occupava il 25/o posto), con un 66% che, anche in questo caso è un dato più alto rispetto a quello della sua elezione (59,8%). Subito a ruota il sindaco di Salerno e viceministro delle Infrastrutture Vincenzo De Luca, che con il 65% di apprezzamento (74,4% il giorno dell’elezione), perdendo però lo scettro di primo cittadino più apprezzato conseguito l’anno scorso. Tra i risultati degni di nota quello di Carlo Capacci (cs), sindaco di Imperia, che raggiunge il 4/o posto dal 25/mo del 2012 (64,5%); addirittura più importante la risalita di Valeria Mancinelli, prima cittadina di Ancona (cs), che risale di 51 posizioni raggiungendo la 5/a posizione (63%).

Con luci e ombre la situazione delle grandi città: a Roma Ignazio Marino si attesta al 21/mo posto rispetto al 75/mo dell’anno scorso (con il 56,5%), mentre Leoluca Orlando, che guida la giunta di Palermo, slitta al 12/mo posto (59%) dal 2/o del 2012. Segno più per Piero Fassino, che i suoi concittadini di Torino spingono al 16/mo posto (58%) rispetto al 22/mo di un anno fa.

In risalita anche il sindaco più famoso d’Italia, Matteo Renzi, che la fotografia 2013 di Ipr Marketing relega a un ottimo 26/mo posto, visto la deludente 62/ma piazza di un anno fa. Il capitolo delle regioni evidenzia un andamento meno ricco di sorpassi e scivolate. Dopo la conferma del toscano Rossi (di centrosinistra, con il 57%), seguito anche quest’anno dal governatore leghista del Veneto Luca Zaia (come nel 2012, con il 56%), al terzo posto troviamo Stefano Caldoro (cd), che si lascia alle spalle l’8/a posizione del 2012, con un indice di gradimento del 55%. Al quarto posto, come un anno fa, troviamo ancora il governatore delle Marche Gian Mario Spacca (cs, con il 51%), a pari merito con Vasco Errani dell’Emilia Romagna (cs), che perde una posizione rispetto al 2012 (51%). Da ultimo, un’analisi trasversale dello studio di Ipr Marketing mette in luce un sostanziale abbassamento del livello di apprezzamento che ha colpito indistintamente sindaci e governatori. Per questi ultimi i casi recenti degli scandali che hanno coinvolto la maggior parte delle giunte alla fine non ha certamente giovato.

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