Marò: M5S sfida il governo: “Andiamo in India”

ROMA  – “Adesso basta!! Andiamo noi in India”. Il M5S lancia la sfida al governo e invia a New Delhi una sua delegazione per “conoscere direttamente i fatti” in merito ai “due marò italiani detenuti-sequestrati in India”.

Andranno in tre: Daniele Del Grosso, Emanuele Scagliusi e Manlio Di Stefano. Tutti membri della commissione Esteri della Camera: due di loro, Del Grosso e Di Stefano, hanno già partecipato ad una ‘missione cinque stelle’, quella in Kazakistan per il ‘caso Shalabayeva’. I parlamentari ‘grillini’ attendono di completare le ultime formalità con l’ambasciata indiana a Roma: intanto, sono in costante contatto con quella italiana a New Delhi. La partenza, salvo imprevisti, è prevista per il 20 gennaio.

– Ma non sarà una visita di cortesia ai due militari – spiegano i ‘cinque stelle’ – Vogliamo capire cosa sta succedendo, di persona.

L’iniziativa, però, non convince il ministro della Difesa Mario Mauro.

– In casi come questi l’unione fa la forza – dice – Tuttavia evitiamo di fare guai.

Negativo anche il giudizio dell’esponente di Fdi ed ex ministro Ignazio La Russa:

– Non lasciamo che M5S vada in proprio a bussare alla porta dei marò.

Invito che potrebbe essere raccolto dalla commissione Difesa che starebbe valutando l’opportunità di una missione in India in vista dell’udienza dei due militari italiani il 30 gennaio. Il M5S mette sotto accusa il governo:

“Sono passati 21 mesi e nulla è cambiato per i due marò – scrive il blog di Beppe Grillo – Siete solo chiacchiere e distintivo”. “Su Latorre e Girone oggi incombe nuovamente il rischio della pena di morte, nonostante – prosegue – le promesse dell’inviato del governo De Mistura che di fronte alle nostre richieste aveva garantito la non applicabilità della pena di morte da parte del Governo Indiano”. “Il governo indiano deve parlare con noi, noi siamo il futuro governo di questo Paese. E’ una questione di giustizia e di orgoglio nazionale”, si legge nel post di Grillo.

Dal punto di vista politico, i ‘cinque stelle’ sperano di ‘incassare’ un successo “come per Alma Shalabayeva”, moglie del dissidente kazako Muxtar Ablyakov, rientrata in Italia (dopo una lunga trattativa condotta dal ministero degli Esteri) anche grazie alla attenzione mediatica posta dai ‘cinque stelle’ sulla sua estradizione dall’Italia

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