Seedorf pronto alla panchina del Milan

Pubblicato il 13 gennaio 2014 da redazione

MILANO – Dalle visite mediche con il Botafogo alla firma del suo primo contratto da allenatore: sta per cambiare la vita di Clarence Seedorf, l’uomo a cui Silvio Berlusconi da tempo ha deciso di affidare il suo Milan.

“Quando Seedorf allenerà il Milan…” hanno sentito dire in molti dal presidente rossonero negli ultimi anni e l’esonero di Massimiliano Allegri ha accelerato i tempi: il pre-accordo valido per giugno salvo sorprese entrerà in vigore da subito, tanto che già si parla dello staff di Seedorf, in cui potrebbero entrare altri ex milanisti come Crespo, Davids, Kluivert e Stam.

Dal Brasile, dove si è sottoposto alle visite mediche prima del ritiro con il Botafogo in vista del campionato statale, Seedorf ha declinato ogni intervista: “Non posso parlare, chiamate la mia manager”. E lei, Deborah Martin, non si è sottratta. “Clarence ha le carte in regola per allenare. Ha completato il corso da allenatore, svolto fra Olanda e Brasile”, ha dichiarato senza scendere nei dettagli sul tipo di licenza in possesso del centrocampista trentasettenne. Quando il Milan chiederà alla Federcalcio di tesserare l’olandese, il Settore tecnico verificherà i titoli con i colleghi olandesi. Il problema non è certo il suo presente da calciatore del Botafogo, dove in due stagioni ha ottenuto 57 presenze, 14 gol e 12 assist.

“Al momento Seedorf si trova in Brasile. Posso solo dire – ha aggiunto la manager – che può liberarsi quando vuole e senza pagare penali dal contratto con il Botafogo, a meno che non vada in un’altra squadra come calciatore”. Ma è ormai ai titoli di coda la carriera con il pallone fra i piedi di Seedorf, che vanta l’esordio a 16 anni con l’Ajax e il primato di quattro Champions League vinte con tre squadre, con l’Ajax appunto, il Real Madrid e (due) con il Milan, passando per esperienze meno brillanti con Sampdoria e Inter.

Soprannominato a Genova “Culo basso”, l’olandese a Milanello si è guadagnato i soprannomi di “papa nero” e “Obama”, per il carisma con cui si proponeva nello spogliatoio e le lingue (sei) che alternava all’occorrenza. La stessa personalità lo ha sempre distinto in campo, anche quando negli ultimi tempi al Milan il pubblico gli ha dedicato qualche fischio. Quella che non è mai scemata è l’ammirazione di Berlusconi. “Seedorf dava un’immagine di classe, con lui in campo si elevava il livello tecnico, non è detto che non torni al Milan con qualche incarico”, sorrideva il 31 gennaio di un anno fa il presidente rossonero, che lo considera il leader giusto per guidare la squadra nei prossimi anni.

Sposato con la brasiliana Luviana da cui ha avuto quattro figli, impegnato nel settore umanitario con la fondazione Champions for Children, Seedorf di fronte a sfide simili risponde sempre: ”Sono nato pronto”.

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