La ministro Kyenge nel mirino della Lega Nord

ROMA  – Il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, per l’ennesima volta sotto il “fuoco nemico” della Lega Nord, reagisce e chiede a “tutta la politica” di alzarsi per condannare gli attacchi. Dopo i tafferugli di sabato scorso a Brescia, oggi il quotidiano leghista La Padania ha inaugurato una rubrica fissa con gli appuntamenti pubblici del ministro, ricavati dall’Agenda pubblicata sul sito del Ministero. E il presidente della Lega al Senato, Massimo Bitonci, ha sferrato l’ennesimo attacco al ministro accusandola di “favorire la negritudine”.

– La Padania chi? – è stato il secco commento del ministro Kyenge all’iniziativa del giornale -. Non so chi sia la Lega Nord – ha aggiunto – non sapendo di chi si tratta praticamente saranno cittadini e fanno quello che vogliono.

”La simpatica sciura Kyenge dice ‘la Padania chi? Non so chi sia la Lega Nord’. Chi siamo? Siamo quelli che, dando voce a milioni di cittadini incazzati da Nord a Sud di cui lei non si preoccupa, la faranno dimettere”. Così su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini, che parla di ”ministero inutile, spesa inutile, idee pericolose”.

“Siamo un piccolo giornale di opposizione e l’opposizione va rispettata” ha controreplicato la direttrice della Padania, Aurora Lussana: “anche perché – ha aggiunto – lei è una rappresentante del governo e per di più si mostra così attenta al tema delle discriminazioni”.

Comunque, da oggi gli appuntamenti quotidiani del ministro, sono riportati dalla Padania in una rubrica, ‘Qui Cécile Kyenge’, che si affianca, nelle pagine interne del giornale, alla consueta rubrica ‘Qui Lega territorio’, dove vengono indicati gli appuntamenti pubblici degli esponenti leghisti. Una iniziativa che non è piaciuta per niente ai senatori del Pd Mauro Del Barba e Roberto Cociancich, che parlano di una decisione “gravissima, ai limiti dell’intimidazione” e chiedono alla Lega Nord di intervenire sul proprio giornale di partito.

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha definito “inqualificabile” il comportamento del Carroccio, e un po’ tutto il partito è insorto a difesa del ministro, e anche il leader di Sel Nichi Vendola. Ma evidentemente Cécile Kyenge non si sente sostenuta anche dalle altre forze politiche, se partecipando alla presentazione di un libro – che guarda caso raccoglie proprio tutti gli insulti che le sono stati rivolti da quando è diventata ministro, e si intitola “I giorni della vergogna” – è sbottata.

– La politica si deve alzare tutta per condannare, altrimenti il razzismo diventa un’arma pericolosa perché uccide la democrazia – ha detto, accusando la politica di essere “poco attenta a ciò che sta accadendo”.

E ciò che sta accadendo include anche i fatti di sabato scorso a Brescia, dove è stata contestata in piazza “da persone elette dal popolo, che hanno una responsabilità istituzionale”.

– Gli attacchi continuano ma non mi fermeranno – ha scandito il ministro Kyenge – non fermeranno un progetto di vita.

Ed è proprio questo progetto, le posizioni del ministro e del suo partito, il Pd, in tema di immigrazione e cittadinanza a provocare le parole del senatore Bitonci, nel suo intervento in aula a proposito dell’abolizione del reato di clandestinità.

– Leggo che la Kyenge e la sua consigliera Livia Turco – ha commentato – vogliono le quote riservate agli immigrati nella società. Siamo alla demenza. La Turco non sa niente di niente e la Kyenge non è qualificata per questo incarico molto delicato. La Kyenge non sa cos’è l’integrazione, non sa niente di niente, vuole favorire la negritudine come in Francia, ma noi possiamo farne a meno.

Lo sdegno provocato dai ripetuti attacchi non ferma comunque la Lega, che già preannuncia presidi per sabato prossimo a Milano, in occasione della partecipazione del ministro per l’Integrazione a un’iniziativa sui Rom

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