Ministro della difesa d’Israele offende Kerry, é scontro con gli Stati Uniti

TEL AVIV  – Torna a farsi rovente lo scontro verbale fra Israele e il suo vitale alleato americano. A dar fuoco alle polveri é quella parte del governo Netanyahu che sembra non poterne più delle continue spole del segretario di Stato Usa John Kerry, impegnato nello spossante tentativo di rianimare il negoziato di pace israelo-palestinese. Uno schieramento che in queste ore ha fatto clamorosamente venire a galla i suoi malumori per bocca del ministro della Difesa, Moshe Yaalon, a colpi di parole ai limiti dell’insulto nei confronti di Kerry, subito rimbeccate dall’irritata risposta Usa.

Tutto é cominciato quando il popolare tabloid Yediot Ahronot ha pubblicato, su due pagine, quella che é parsa una sfuriata in piena regola dell’ex generale Yaalon: uomo forte del Likud di Benyamin Netanyahu e ‘falco’ riconosciuto in seno alla compagine di governo. Parole pronunciate in privato, ma filtrate sul giornale, che descrivono Kerry come un mediatore ”ossessivo”, animato ”in modo incomprensibile” da pulsioni ”messianiche”. ‘

– Che si prenda il Nobel e ci lasci in pace – pare sia sbottato Yaalon, liquidando il segretario di Stato di Barack Obama quasi come un sottoposto e irridendo il piano di sicurezza regionale appena presentato dallo staff Usa al tavolo negoziale come un testo che ”non vale il prezzo della carta su cui é scritto”.

A Washington qualcuno deve aver strabuzzato gli occhi e sono partiti fulmini e saette. Nel tentativo di arginare lo scandalo, la capo negoziatrice israeliana Tzipi Livni e lo stesso premier Netanyahu hanno cercato di sminuire la portata della sortita assicurando che i rapporti bilaterali restano stretti e che anche quando ci sono dissensi essi sono di contenuto, mai di carattere personale. Livni, esponente dell’appendice centrista di una maggioranza di governo dominata dalla destra, ha anche criticato apertamente Yaalon. Ma la presa di distanza non é bastata a placare il dipartimento di Stato. L’entourage di Kerry ha reagito con collera da Roma, a margine di una visita del segretario di Stato a papa Francesco.

– Le parole di Yaalon, se confermate, sono oltraggiose e inappropriate: tanto piú tenuto conto di quanto gli Usa fanno per la sicurezza di Israele – ha sibilato una portavoce. Come dire che Yaalon – titolare del dicastero israeliano più strategicamente dipendente dagli aiuti americani – rischia di non essere piú il benvenuto negli Stati Uniti.

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