Milan. Ecco Seedorf: “A Berlusconi non posso dire di no”

MILANO – “Quando il presidente Berlusconi mi ha chiamato non ho potuto dirgli di no”. Ecco come è cambiata la vita di Clarence Seedorf, che era un calciatore del Botafogo fino a 24 ore prima della conferenza stampa di Rio de Janeiro in cui ha annunciato la fine di un’avventura e l’inizio di un’altra.

“Smetto di giocare dopo 22 anni. Questa esperienza di un anno e mezzo al Botafogo mi ha fatto crescere molto e mi aiuterà nel prossimo passo, che sarà come allenatore del Milan”, ha detto l’olandese confermando quello che il mondo già sapeva ma non è ancora formalizzato dal contratto di due anni e mezzo. Lo firmerà fra domani e venerdì nella nuova sede del Milan, e probabilmente parteciperà anche Silvio Berlusconi alla sua presentazione sabato a Milanello, alla vigilia dell’esordio in panchina contro il Verona.

Intanto Seedorf stasera potrebbe essere in tribuna al Meazza per osservare la sua squadra impegnata in coppa Italia contro lo Spezia. E’ atteso infatti verso le 17.30 il suo sbarco all’aeroporto di Linate, visto che dopo la conferenza stampa ha deciso di andare il elicottero fino a Saquarema per salutare gli ex compagni in ritiro, e poi tornare a Rio per imbarcarsi verso l’Europa.

“Ho sempre avuto l’idea di diventare allenatore, non sapevo quando – ha spiegato l’ex centrocampista parlando davanti a decine di giornalisti nella sede del club di Rio -. E’ un passo naturale ed è anche un modo per proseguire la mia missione nella vita, cercare di rendere il mondo migliore attraverso il calcio. Non più protagonista in prima persona ma allenando gli attori”. E quegli attori ora dovranno fare i conti con uno spartito più rigido. “A Milanello negli ultimi mesi è successo quello che non si è visto in vent’anni”, sussurra chi ha visto nel centro sportivo Allegri fare spesso i conti con ritardi e risposte poco diplomatiche da parte dei giocatori. Intanto l’allenatore in pectore avrebbe già ‘suggerito’ allo spogliatoio abbigliamento adeguato e barbe rasate. Di come sarà il suo Milan (Stam e Crespo dovrebbero affiancarlo dall’estate), per ora il trentasettenne ha preferito non parlare.

“La testa può farti prendere decisioni sbagliate ma il cuore non sbaglia. Ho preso questa decisione di giorno, ma la notte è stata difficile, ho rivissuto tutta la mia carriera – ha raccontato -. L’ho detto a cena alle mie figlie e tutte erano d’accordo. E’ una nuova sfida, ma sono tranquillo. Se avessi potuto giocare altri cinque anni sarei rimasto, perché qui al Botafogo il gruppo è giovane e competitivo. Ma la carriera di un giocatore non è eterna”.

E dopo aver riportato il Botafogo in Libertadores dopo 17 anni, Seedorf vuole risollevare il Milan. “Spero di arrivare a giocare in un Mondiale per club – ha dichiarato -. Quando firmo un contratto do sempre il 100% e quel club è sempre nel mio cuore.

Ovviamente al Milan ho passato dieci anni. E’ normale che nel rapporto con quel club c’è qualcosa di speciale”. “Grazie, buona fortuna”, gli ha detto abbracciandolo il presidente del Botafogo Mauricio Assumpção che lo perde a malincuore. Berlusconi lo aspetta a braccia aperte.

Condividi: