Turchia: Erdogan, dietro Mani Pulite tentativo colpo stato

ANKARA. – Nonostante i tentativi del capo dello stato Abdullah Gul di far calare la tensione, il clima rimane avvelenato in Turchia dove il governo di Recep Tayyip Erdogan, minacciato da una ondata di scandali di corruzione, ha deciso nuove ‘purghe’ di massa nella polizia: che per l’opposizione mirano a insabbiare le inchieste. Il premier é tornato all’attacco contro la confraternita islamica del predicatore Fetullah Gulen, suo ex alleato e oggi nemico, accusato di pilotare la Tangentopoli turca che facendo tremare il governo e mette a rischio il futuro politico del ‘sultano’ di Ankara, padrone incontestato del paese da 11 anni. Erdogan ha detto che dietro le azioni dei magistrati si nasconde ”un piú ampio, pesante e immorale tentativo di colpo di stato” e ha paragonato il movimento Hizmet di Gulen alla Setta degli Assassini che secoli fa complottava contro i sultani selgiuchidi, accusandola di essere un “pupazzo nelle mani di potenze straniere”. Il premier ha piú volte denunciato un “complotto” contro il suo governo dietro la Tangentopoli turca, che ha giá portato all’arresto di decine diverse personalitá vicine al potere islamico. Secondo la stampa, nel mirino dei magistrati anti-corruzione c’é anche Bilal Erdogan, figlio del premier. Dal 17 dicembre, quando é esplosa la Tangentopoli del Bosforo, il governo ha reagito rimuovendo centinaia di dirigenti e di funzionari della polizia, fra cui i responsabili delle inchieste anti-corruzione, e trasferendo almeno due magistrati titolari di due filoni della Mani Pulite turca. Altri 500 funzionari di polizia, fra cui sei vicecapi della pubblica sicurezza di Ankara, sono stati trasferiti ancora la notte scorsa, ha rivelato Hurriyet. Erdogan ha intanto presentato un disegno di legge in parlamento per porre il Consiglio supremo dei giudici e dei procuratori (il Csm turco) sotto l’autoritá del ministro della giustizia. Una mossa anti-costituzionale secondo l’opposizione, che ha provocato anche reazioni preoccupate di Usa e Ue. Erdogan si é detto pronto a ‘congelare’ il ddl se gli oppositori accetteranno di discutere una riforma in questo senso della costituzione. Il leader dell’opposizione Kemal Kilicdaroglu ha posto come condizione che una riforma tuteli l’indipendenza dei magistrati e che vengano tolti gli ostacoli alle indagini sulla corruzione. Il premier ha invece spiegato di voler applicare all’organo supremo dei magistrati il ‘modello’ dell’autoritá di controllo della Tv Rtuk, i cui membri sono eletti dal parlamento, dove Erdogan ha la maggioranza assoluta. Ma il Rtuk non si é illustrato per la sua indipendenza dal governo: negli ultimi mesi ha multato le poche tv che hanno trasmesso in diretta le proteste di Gezi Park in giugno, il serial Desesperate Housewiver per ”allusioni sessuali” o ancora i ‘Simpson’s’ per ‘blasfemia’. E lo scontro politico rimane dunque durissimo con l’opposizione. Kilicdaroglu ha accusato oggi Erdogan di essere ”non il primo ministro ma il primo ladro del paese”. Alle porte ci sono le amministrative di marzo, e la battaglia per Istanbul, che potrebbero rivelarsi decisive per le presidenziali di agosto e il futuro politico di Erdogan. Ma anche del suo compagno di partito Gul, che ogni giorno di piú si pone in un ruolo di antagonista moderato del ‘sultano’. E implicitamente di suo possibile successore.  (Francesco Cerri/ANSA)

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