Il Venezuela tra i paesi con meno “libertá economica”

NEW YORK  – Venezuela, Argentina, Ecuador e Bolivia sono alcuni dei paesi con il peggior indice di libertà economica. La peculiare classifica è stata stilata dall’Hermitage Fundation e pubblicata dal Wall Street Journal. Sulla performance del Venezuela hanno pesato soprattutto le politiche di controllo applicate dal governo dell’estinto presidente Chàvez e quelle dell’attuale capo di Stato, Nicolàs Maduro. Nondimeno, nello stilare la classifica, gli analisti dell’Hermitage Fundation hanno tenuto conto della politica degli espropri, espropri che hanno colpito anche imprenditori italo-venezolani, avvenuti in un passato assai recente e il clima avverso alle attività private.

Dal canto suo, gli Stati Uniti, da sempre considerati i paladini delle libertà economiche, sono usciti dalla top 10 dell’Indice. La classifica è stata compilata tenendo conto l’impegno dei paesi alla libera impresa in dieci categorie, incluse la solidità dei conti pubblici e i diritti sulla proprietà. L’Italia si è piazzata all’86 posto. Prima in classifica è Hong Kong, seguita da Singapore in seconda posizione e Australia in terza.

”Diciotto paesi europei, incluse Germania e Svezia, hanno raggiunto nuovi massimi in termini di libertà economica, mentre cinque – Grecia, Italia, Francia, Cipro e Regno Unito – hanno ottenuto un punteggio inferiore a quello di 20 anni fa, quando la classifica è stata compilata per la prima volta”.

Il punteggio dell’Italia è 60,9, in aumento di 0,3 punti rispetto all’anno scorso, con miglioramenti nella libertà di investimento e di scambi commerciali bilanciati da modesti cali nella libertà dalla corruzione. L’Italia – afferma l’Heritage Foundation – è 35ma fra i 43 paesi dell’Europa.

”Nei 20 anni di storia dell’indice, il punteggio dell’Italia è stato stagnante. progressi nell’apertura del mercato e nelle politiche fiscali del governo sono stati indeboliti da significativi cali nei diritti sulla proprietà, nella libertà dalla corruzione e nella libertà nel lavoro. L’Italia è considerata, nella storia dell’indice, un’economia ”moderatamente libera e il suo punteggio nel 2014 è il più alto degli ultimi quattro anni. Nonostante i ripetuti tentativi, le riforme legislative di breve termine non sono state attuate in modo efficace e l’economia resta sotto il peso l’interferenza politica, la corruzione, gli elevati livelli di tassazione e un mercato del lavoro rigido. Data la complessità del contesto normativo e gli elevati costi d’impresa, una considerevole parte dell’attività economica” resta in nero.

L’uscita degli Stati Uniti dalla top 10 arriva al termine di sette anno di calo degli usa nella classifica. ”Gli Stati Uniti e il Regno Unito – storicamente campioni della libertà di impresa – hanno accusato i cali più pronunciati” afferma il Wall Street Journal, sottolineando che i paesi con le peggiori performance sono alcuni dell’America Latina, in particolare Venezuela, Argentina, Ecuador e Bolivia.