Mis poemas: il cioccolato che sa di Venezuela

CARACAS – La signora Amanda chiama i suoi figli “mis poemas”. Ecco dove nasce il nome di quest’azienda che, anche se piccola, sforna da 12 anni un prodotto di qualità riconosciuto a livello mondiale.

Theobroma in greco significa “cibo degli dei” ed è il nome scientifico della pianta di cacao. Una sorta di tesoro nascosto del continente americano, lavorato in seguito dagli europei, che amavano il suo sapore particolare. In Venezuela ha rappresentato la base dell’economia nel secolo XVIII, prima dello sviluppo della sfera petrolifera, e anche se adesso la sua produzione rappresenta dei numeri piccoli, la sua qualità lo rende tra i migliori al mondo. Una delle terre più fertili per il cacao si trova nello stato Miranda. Lì alcune piccole aziende producono cioccolato artigianale. Tra queste, Chocolate Mis Poemas, gestita da Amanda de García e dalla sua famiglia, nella località di San José de Barlovento.

Tanto unico quanto il caviale. Simón, che spiega ai turisti la missione di Mis Poemas, paragona questo cacao con il miglior caviale, quello belga che è il più caro in assoluto (il suo prezzo si aggira tra i 7.000 ed i 10.000 dollari al chilo), perché ce n’è soltanto pochissimo nel mondo. Con riferimento alla produzione, commenta che a livello mondiale si contano 3 milioni e mezzo di tonnellate metriche, ma si parla di cacao straniero che è di alta produttività, ma di qualità assai meno pregiate. Invece il cacao aromatico, con il suo sapore intenso e così particolare, come quello proveniente dal Venezuela e da Trinidad, si ferma a quota 35mila tonnellate. Troppo poco perché è di bassa produttività (tra 250 e 350kg per ettaro), ma a fronte di una qualità eccelsa. In Venezuela si producono 22.000 tonnellate annue e per offrire un’idea di quanto poco sia, basti pensare che soltanto la Germania ne consuma mediamente 350.000 tonnellate (un consumo pro-capite di 8 chilogrammi!). Ciò significa che in Venezuela non si produce cacao a sufficienza neanche per una singola città tedesca.

Riconoscimento internazionale. Amanda de García ha vinto due volte, una nel 1994 e l’altra nel 1996, un viaggio in Italia, a Torino, per offrire un discorso sul cioccolato artigianale, privo di qualsiasi additivo, nell’evento Slow Food. Questo è un movimento internazionale, nato nel cuore dello Stivale, che promuove una nuova filosofia che abbina il piacere con la conoscenza e che ha lo scopo di tutelare gastronomie e tradizioni locali.

“Complimenti agli italiani per l’organizzazione, ma anche per la vena di follia perché soltanto a voi verrebbe in mente di riunire 7.000 persone provenienti da tutto il mondo per parlare di cioccolato. Ricevo ancora degli inviti!”, ha detto sorridendo Amanda, sottolineando che loro non utilizzano né vaniglia né lecitina di soia. È soltanto cacao, burro di cacao e zucchero, senza aggiunte di alcun genere.

Famiglia unita. Dietro questa storia c’è uno straordinario lavoro familiare. Simón dice:

“Tutto il macchinario per fare il cioccolato lo disegnamo e lo facciamo noi“.

E con le stesse macchine prendono il seme, lo mettono in una cassa di legno chiamata guacal e lo coprono con la foglia della pianta del banano per due-quattro giorni affinché possa fermentare, eliminando eventuali germi presenti. Successivamente, i guacales vengono lasciati a seccare sotto il sole in cortile per molti giorni per ottenere così la materia prima per fare il cioccolato.

La pianta è incredibilmente delicata. Il fiore si schiude al mattino e se non è fecondato entro mezzogiorno, muore. Meno del 5% dei fiori diventa cacao. Riguardo alle misure speciali per garantire la fecondazione, Simón risponde:

“Io rido, perché da altre parti si parla di cacao organico e quant’altro, ma il cacao venezuelano è davvero campestre. Si trova in questa terra da anni, la gente va, lo raccoglie, non utilizza alcun tipo di fertilizzante, non aggiunge medicinali, non gli fanno assolutamente nulla!”.

Così a Barlovento si può avere un cacao squisito dal 15 ottobre fino al 15 agosto.

In Chocolate Mis Poemas si possono trovare diversi tipi di prodotti che vanno dalla pasta di cacao, al burro, alla polvere; tutto questo passando per i cioccolatini, il tè di cioccolato, fino ad arrivare al liquore di cacao. Si possono trovare soltanto a Barlovento ed in alcuni supermercati dell’est di Caracas, “perché abbiamo una bassissima produzione: 50 chili al giorno, mentre ad esempio El Rey ne produce 4.500 ogni ora e Savoy 6.500”, chiosa Simón. Alla fine, come precisa la signora Amanda, “venezuelano che non lancia la freccia, suona il tamburo”.

Il loro cioccolato quando non è indigeno è nero, ma alla fine è “venezuelanissimo”, così come il cacao, composto solo e soltanto da ciò che la natura offre. Ecco cosa lo rende speciale ed assolutamente unico al mondo.

Angélica Velazco