Sequestrato nello Zulia italo-venezolano di appena 13 anni

MARACAIBO – Donato Bevilacqua, un giovane italo-venezolano di appena 13 anni, è stato sequestrato a Maracaibo, nello Stato Zulia. Il giovane connazionale sarebbe stato intercettato da tre malviventi armati a bordo di un fuoristrada Mitsubishi, mentre si recava a scuola accompagnato dall’autista della famiglia.

Il giovane, stando alle testimonianze raccolte dalla polizia, era uscito di casa come ogni mattino alle 6:45. Dal “Conjunto Residencial Lago Virginia, dove vive, si stava recando a scuola a bordo di un fuoristrada targato TAJ-33A con alla guida l’autista di 53 anni, Jesùs Ramìres Gonzàles Fernández. Dopo pochi chilometri la vettura della vittima, intercettata da quella dei delinquenti era obbligata a fermarsi. I malviventi, così, armi in mano prelevavano il giovane e si davano alla fuga.

– Il sequestro – ha informato il “Secretario de Seguridad y Orden” dello Stato Zulia, Olegario Villalobos – è avvenuto nell’Avenida El Milagro. La vittima  si recava a scuola.

Stando alle ultime informazioni, una vettura marca Ford modello Eco-Sport, ridotta praticamente in ceneri, è stata ritrovata nei pressi della scuola dove studia Donato Bevilacqua. A quanto pare, gli inquirenti sospettano che la vettura sia stata impiegata durante il tragitto del giovane dal luogo in cui è stato sequestrato a quello in cui ora è tenuto prigioniero.

La famiglia Bevilacqua, come avviene sempre in questi momenti di dolore e di timore per le sorti della vittima, mantiene il massimo riserbo. Non si sa se i delinquenti, tre quelli che avrebbero preso parte al sequestro ma la banda potrebbe essere composta da altri elementi anche noti nell’ambito della malavita dello Stato Zulia, hanno preso contatti con Antonio Bevilacqua, 45 anni, padre della vittima e neanche se, durante il sequestro, i malviventi hanno lasciato istruzioni con l’autista, Gonzáles Fernández.

Ieri il ministro degli Interni, Miguel Rodrìguez Torres, aveva affermato con soddisfazione che il numero dei sequestri nel Paese si era ridotto in un 51 per cento. Purtroppo, quello del giovane connazionale, Donato Bevilacqua, dimostra che l’industria del sequestro continua ad essere ancora una attività redditizia. Alcuni analisti ed esperti nella materia segnalano che la flessione nel numero di denuncie di sequestri non vuol dire che in effetti il fenomeno si sia ridotto poichè, segnalano, sono tante  che non vengono denunciati, in particolare questi sono i “sequestri-lampo” che durano poche ore e vengono risolti con il pagamento di una modica somma.

 Au. Ta.

Condividi: