Industria Italia riparte, vendite su dopo 22 mesi

ROMA. – Novembre è stato il mese del risveglio per l’industria italiana, che ha visto il fatturato tornare a crescere dopo 22 mesi di cali ininterrotti. Anche gli ordini arrivati nelle fabbriche hanno segnato un aumento e stavolta non è stato, come sempre, tutto merito dell’export. Ha fatto da traino proprio quel mercato interno che finora era stato definito più che altro come una zavorra. Le cifre dell’Istat parlano chiaro: lo scorso novembre le vendite sono salite dello 0,4% su base annua, registrando il primo aumento dalla fine del 2011, mentre gli ordinativi sono saliti del 3% rispetto all’anno precedente, mettendo a segno il terzo rialzo di fila, con un balzo del 5,5% ottenuto sul territorio nazionale. Tutti numeri che indicano una ripresa che ”continua” e che ”adesso”, avverte via twitter il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, si deve ”consolidare”. Di certo per l’industria non è stato un autunno in letargo. D’altra parte dopo i buoni risultati sul fronte produzione, c’era attesa per il dato sui ricavi, che non ha deluso. Basti pensare che in un solo mese i guadagni sono saliti dello 0,9%. La sorpresa è invece arrivata dagli ordinativi, saliti grazie alla leva interna sia rispetto al 2012 che nel confronto con ottobre. Al contrario il termometro sulle commesse giunte dall’estero è andato sotto lo zero. Se si guarda ai diversi settori, novembre è stato un mese ricco soprattutto per i farmaci (+8,3% sull’anno), i mezzi di trasporto (+7,5%) e un comparto chiave del made in Italy come il tessile (+6,2%). Non è stato lo stesso per l’energia, con la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati in caduta (-16,2%). Passando agli ordini, a segnare un’impennata sono stati sempre i mezzi di trasporto, lasciando fuori gli autoveicoli. L’andamento degli ordinativi fa ben sperare, anche perché sono un indice anticipatore, che rivela quanto il mercato stia tirando, ora e nei prossimi mesi. Ma le notizie positive finiscono qua. Innanzitutto, il fatturato diventa negativo (-2,7%) se si fa il confronto con novembre 2012 senza tenere conto degli effetti di calendario (il 2013 ha un giorno lavorativo in meno). Quel che più conta è però il bilancio dei primi undici mesi dell’anno, ancora in rosso sia per le vendite (-4,0%) che per gli ordini (-1,6%). Un ritardo difficilmente recuperabile quando alla chiusura del 2013 manca solo dicembre.

(Marianna Berti/ANSA)

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