Letta lavora a programma, maggioranza coesa

Pubblicato il 20 gennaio 2014 da redazione

ROMA – Ora che l’intesa sulla legge elettorale sembra quasi in porto, il Pd tiene, il governo può riprendere a ragionare con più respiro sul prossimo futuro. Ora che tutti sono coinvolti nella stagione delle riforme, il premier Enrico Letta ha fretta di girare pagina. Per questo – filtra da ambienti di palazzo Chigi – lavora oggi al programma di governo, guarda alla necessita’ di tenere unita la maggioranza, considera certo un bene se l’accordo la tiene coesa, cosa da verificare in queste ore. Insomma Letta resta in silenzio, rispettoso del percorso sulla legge elettorale di cui Renzi è ‘playmaker’. Matteo Renzi si appunta da solo la medaglia di ‘costituente’ ed il premier Enrico Letta non lo elogia pubblicamente ma sa bene che l’accordo tra maggioranza e Fi potrebbe essere più che un passo avanti nella ”buona direzione” che allunga la vita al governo ed allontana definitivamente lo spettro del voto anticipato. Tanto più che Renzi blinda l’accordo, mettendo in chiaro che non è una riforma ‘a la carte’ ma uno storico accordo che il Parlamento non potrà modificare nel suo profilo essenziale, altrimenti salta tutto. Anche il governo. Letta – che neppure oggi sente il segretario Pd e (come ampiamente previsto) non si appalesa in direzione – resta dunque tutto il giorno al lavoro a Palazzo Chigi, dove lima il patto di programma 2014 per segnare il cambio di passo. Oggi è il segretario Ncd Angelino Alfano a chiedere in chiaro un Letta-bis per una ripartenza veloce. Ed effettivamente in ambienti parlamentari vicini al presidente del Consiglio non si esclude nessuna soluzione, dal rimpasto alla crisi pilotata, purché tutto si svolga in tempi rapidi e alla luce del sole. Intanto, silenziatore a tutte le polemiche. Letta guarda alle prossime trasferte a Davos e a Bruxelles e, come ha fatto sapere sabato dopo l’incontro di Renzi e Berlusconi, considera “utile che in questi giorni si stiano accelerando, a partire dall’iniziativa del segretario Pd, i tempi di un processo riformatore assolutamente necessario”. (Milena Di Mauro/ANSA)

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