Sequestri: Ancora nessuna notizia del giovane Bevilacqua

MARACAIBO – Ancora nessuna notizia sulle sorti di Donato Bevilacqua, il giovane italo-venezolano di appena 13 anni, sequestrato a Maracaibo, nello Stato Zulia. La polizia, stando ad indiscrezioni, segue varie piste ma, fino ad ora, i risultati sono stati deludenti. E, col passare delle ore, il “caso” s’infittisce di interrogativi.Donato Bevilacqua, nei giorni scorsi,  é stato intercettato da tre malviventi armati a bordo di un fuoristrada Mitsubishi, mentre si recava a scuola accompagnato dall’autista della famiglia.

Il giovane, stando alle testimonianze raccolte dalla polizia, era uscito di casa come ogni mattino alle 6:45. Dal “Conjunto Residencial Lago Virginia, dove vive, si stava recando a scuola a bordo di un fuoristrada targato TAJ-33A con alla guida l’autista di 53 anni, Jesùs Ramìres Gonzàles Fernández. Dopo pochi chilometri la vettura della vittima, intercettata da quella dei delinquenti era obbligata a fermarsi. I malviventi, così, armi in mano prelevavano il giovane e si davano alla fuga. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, i delinquenti avrebbero sparato alcuni colpi in aria, che avrebbe consigliato all’autista di non reagire né di tentare la fuga. Poi, peró, si é appreso che non é stato sparato alcun colpo e che i delinquenti si sarebbero limitati a puntare le proprie armi direttamente  contro l’autista.

– Il sequestro – ha informato il “Secretario de Seguridad y Orden” dello Stato Zulia, Olegario Villalobos – è avvenuto nell’Avenida El Milagro. La vittima  si recava a scuola.

Gli inquirenti indagano su una vettura marca Ford modello Eco-Sport, ridotta praticamente in ceneri, ritrovata nei pressi della scuola dove studia Donato Bevilacqua. Si sospetta che la vettura possa essere stata impiegata durante il tragitto del giovane dal luogo in cui è stato sequestrato a quello in cui ora è tenuto prigioniero. Poi, sarebbe stata data in pasto alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni prova o indizio.

La famiglia Bevilacqua, come avviene sempre in questi momenti di dolore e di timore per le sorti della vittima, mantiene il massimo riserbo. Non si sa se i delinquenti hanno giá preso contatto con la vittima e aperto un filo diretto per la richiesta di riscatto.

Purtroppo Maracaibo é una delle cittá piú violente del Venezuela e quello dei sequestri resta sempre una attivitá assai reditizia.

Giorni fa, il ministro degli Interni, Miguel Rodrìguez Torres, aveva affermato con soddisfazione che il numero dei sequestri nel Paese si era ridotto in un 51 per cento. Alcuni analisti ed esperti nella materia hanno segnalato che la flessione nel numero di denuncie di sequestri non necessariamente indica una riduzione del fenomeno delittivo.  E hanno spiegato che tanti sequestri non vengono denunciati per timore. In particolare i “sequestri-lampo”,  che durano poche ore e vengono risolti con il pagamento anche di una modica somma.

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