Blitz della polizia: liberato il giovane Bevilacqua

MARACAIBO – Nel cuore della notte con un blitz terminato con uno scontro a fuoco, gli agenti della scientifica venezolana hanno riscattato indenne il giovane Donato Bevilacqua, appena 13 anni, sequestrato giorni fa da tre delinquenti. Donato Bevilacqua, figlio  di Antonio Brandi Bevilacqua titolare dell’azienda “Servicios Dino C.A”, é ora nuovamente a casa, nel calore della famiglia. E’ stato informato che é in ottime condizioni di salute e che  sará sottoposto ai controlli medici e psicologici di rigore. E’ evidente che l’esperienza vissuta, anche se conclusasi felicemente, sará difficile da dimenticare.
Stando a quanto informato dalla polizia di Maracaibo, i delinquenti erano nascosti  nel quartiere popolare La Rinconada della “Parroquia Antonio Borjas Romero”, in una umile casa senza numero. Gli agenti della polizia hanno fatto irruzione nella casa a notte inoltrata. I banditi colti di sorpresa e ormai scoperti, hanno reagito aprendo il fuoco contro gli agenti della polizia che, a loro volta, hanno risposto. Nel conflitto a fuoco sono morti 5 dei sequestratori, tra cui una donna, ed arrestati due malviventi. Durante l’operazione di polizia sono state ritrovate almeno 5 armi da fuoco (stando a indiscrezioni impiegate in altri gravi delitti) , e recuperate due vetture: un vecchio Chrysler modello Hornet, colore azzurro e targato AHH-235, e un Ford Granada, color rosso, targato VBF-094.
L’operazione di riscatto, durata alcuni minuti, é stata coordinata tra la polizia scientifica (Cicpc), la “Secretería de Suguridad y Orden Público” e il Gae di Maracaibo. Stando a indiscreziani, uno dei delinquenti era un Killer giá noto agli inquirenti e soprannominato “El Niño”. Questi, tra l’altro, avrebbe assassinato almeno 3 persone nell’umile quartiere “14 de Julio”, all’alba di domenica scorsa.
 La polizia, dopo la denuncia dei genitori  di Donato, aveva iniziato le indagini e seguito  varie piste. Sembrava, con risultati deludenti. Ed invece, sono riusciti a scoprire il covo dei banditi e a riscattare la vittima di sequestro. Come si ricorderá, Donato Bevilacqua, nei giorni scorsi,  era stato intercettato mentre si recava a scuola, da tre malviventi armati a bordo di un fuoristrada Mitsubishi.
Il giovane, stando alle testimonianze raccolte dalla polizia, era uscito di casa come ogni mattino alle 6:45. Dal “Conjunto Residencial Lago Virginia”, dove vive, si stava recando a scuola a bordo di un fuoristrada targato TAJ-33A con alla guida l’autista di 53 anni, Jesùs Ramìres Gonzàles Fernández. Dopo pochi chilometri, la vettura con a bordo la vittima, era stata intercettata da quella dei delinquenti ed obbligata a fermarsi. I malviventi, armi in mano, prelevavano l’adolescente e si davano alla fuga.
– Il sequestro – aveva informato il “Secretario de Seguridad y Orden” dello Stato Zulia, Olegario Villalobos – è avvenuto nell’Avenida El Milagro. La vittima  si recava a scuola.
La famiglia Bevilacqua, come avviene sempre in questi momenti di dolore e di timore per le sorti della vittima, aveva mantenuto il massimo riserbo. Non si sa se i delinquenti hanno avuto contatti con la  famiglia della vittima; insomma, né se era stato aperto un filo diretto con i delinquenti né se c’era stata giá la richiesta di riscatto.
Purtroppo Maracaibo é una delle cittá piú violente del Venezuela e quello dei sequestri resta sempre una attivitá assai reditizia. La vicinanza con la frontiera colombiana, poi, rende ancora piú difficile e complesso il lavoro degli inquirenti. Sono molte le vittime che, una in mano dei malviventi, sono portate oltre frontiere. O, addirittura, vendute alla guerriglia o ai “paramilitari”
Giorni fa, il ministro degli Interni, Miguel Rodrìguez Torres, aveva affermato con soddisfazione che il numero dei sequestri nel Paese si era ridotto in un 51 per cento. Alcuni analisti ed esperti nella materia, peró, facevano notare che una flessione nel numero di denuncie dei sequestri non necessariamente implica una riduzione automatica del fenomeno delittivo.  E hanno spiegato che tanti sequestri, specialmente quelli ‘lampo’ che si risolvono in questione di ore e con il versamento di un modico riscatto, non vengono denunciati. Il piú delle volte i famigliari delle vittime temono che una denuncia possa irritare i malviventi e, cosí, alimentare vendette o ritorsioni.
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