Google e il Made in Italy, 100 eccellenze in un click

ROMA. – Dai prodotti agroalimentari più famosi come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma a quelli meni noti del nostro artigianato come la fisarmonica di Vercelli o il cappello di Montappone che Federico Fellini indossava sul set. Sono solo alcune delle 100 storie del Made in Italy, pilastro importante della nostra economia e della nostra cultura, che da oggi si possono ripercorrere in una piattaforma online e far conoscere a tutto il mondo con racconti, foto, video e documenti storici grazie ad una iniziativa di Google, del Ministero della Politiche Agricole e di Unioncamere. Il progetto si chiama ‘Made in Italy: eccellenze in digitale’ – presentato oggi ma annunciato a ottobre dal presidente del colosso di Mountain View, Eric Schmidt – e mette in mostra su una piattaforma bilingue realizzata dal Google Cultural Institute (ha già collaborato con istituzioni come il British Museum e il Nelson Mandela Centre of Memory) le storie delle nostre eccellenze unite al know-how tecnologico di Big G (alta definizione, zoom, immagini a 360 gradi e gallery personalizzate che si possono condividere sui social network). L’obiettivo è quello di far conoscere soprattutto le nostre piccole e medie imprese nel mondo ma anche di avvicinarle alle potenzialità di Internet. Considerato che solo il 34% delle Pmi ha un proprio sito e solo il 13% lo utilizza per fare e-commerce. E che il Made in Italy è sempre più cliccato sul web: nel 2013 le ricerche sono cresciute del 12% su Google. “E’ un’iniziativa pensata e realizzata appositamente per l’Italia che ci auguriamo possa contribuire ad aumentare la capacità delle imprese italiane di fare export e promuovere ulteriormente la cultura del Made in Italy nel mondo”, ha detto Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Sud e Est Europa, Medio Oriente e Africa di Google, che non ha specificato l’investimento economico dell’azienda ma ha sottolineato come per la società sia anche un’attività commerciale. “Non lo neghiamo – ha spiegato – le imprese potranno usufruire dei nostri servizi di promozione e usare annunci come Google ads. Expo 2015 può essere un ulteriore momento di rafforzamento”, ha poi osservato D’Asaro Biondo specificando che al progetto “hanno lavorato sei persone” e sono “trenta gli ingegneri del Google Cultural Institute”. “E’ un link tra la Food valley e la Silicon Valley, una pietra miliare per un’agricoltura 2.0. Ora farei un passo in più”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo che ha invitato Google a “fare dell’agroalimentare una piattaforma commerciale per aiutare le aziende a superare le barriere di spazio e di tempo per vendere nel mondo”. Senza contare che il progetto – ha ricordato il ministro – serve a contrastare il fenomeno del Made in Italy ‘taroccato’ “che sottrae al nostro paese 60 miliardi ogni anno”. Oltre alle storie, il progetto comprende anche un momento formativo online grazie al sito eccellenzeindigitale.it realizzato insieme alla Fondazione Symbola e con il coordinamento scientifico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ma anche di aiuto sul territorio: grazie ad Unioncamere e a 20 borse di studio saranno scelti giovani “digitalizzatori” che per sei mesi affiancheranno aziende piccole e medie in diverse regioni d’Italia per aiutarle a portare il Made in Italy online.

(Titti Santamato/ANSA)

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