Berlusconi di nuovo indagato, non mi farò da parte

ROMA. – La notizia non lo coglie di sorpresa, ma la decisione del tribunale di Milano di indagarlo assieme ai suoi legali nell’ambito del processo Ruby ter con l’accusa di corruzione di testimone, gli rovina la settimana di relax che si è concesso con pochi fedelissimi (tra cui Giovanni Toti) in una beauty farm sul lago di Garda. “Siamo alle solite, dov’è la novità?”, sarebbe stato il commento a caldo dell’ex premier che poi, in un messaggio al senatore azzurro Domenico Scilipoti promotore di un convegno giuridico, si è lanciato in una dura invettiva contro la magistratura mettendo in chiaro di non avere nessuna intenzione di farsi da parte. La rabbia è tanta e il Cavaliere non si risparmia con quanti si mettono in contatto con lui nel corso della giornata: Lo vedete – è il ragionamento – che c’è un piano precostituito per colpirmi non appena torno ad occuparmi di politica. Il riferimento è all’intesa siglata con Matteo Renzi sulla riforma della legge elettorale. La linea però non cambia tanto che la ribadisce a chiare lettere: “Non ho nessuna intenzione di farmi da parte”: è l’avvertimento a chi pensa ad una sua uscita di scena definitiva dopo questo ulteriore colpo. Anzi, il progetto è tutt’altro, e cioè quello di scontare i mesi ai servizi sociali per poi tornare in prima linea confidando nel giudizio favorevole della Corte europea al suo ricorso sull’applicazione della legge Severino. “Resto in campo, più convinto che mai di dover combattere fino alla fine per veder prevalere quello in cui credo profondamente” scrive il leader azzurro puntando il dito contro quella magistratura che ”da 20 anni ha commissariato la politica” sovvertendo ”per quattro volte” il risultato elettorale. L’obiettivo, secondo Berlusconi, è quello di evitare che si vada avanti con le riforme e soprattutto mettere in difficoltà lo stesso Matteo Renzi: io però – sostiene con i suoi – non cadrò nella trappola, ora sta al Pd rispettare i patti. La convinzione del Cavaliere è la stessa del suo partito che, compatto, si schiera nella sua difesa. Tra i primi a non far mancare il suo sostegno è Raffaele Fitto: “Chiunque abbia occhi per vedere comprende ciò che accade: proprio mentre Berlusconi si rende protagonista di un ambizioso tentativo riformatore elettorale e costituzionale, con un timing scientifico arriva una risposta giudiziaria che ha oggettivamente il carattere di una bomba su quel percorso”, è l’opinione del deputato azzurro condivisa da tutto il vertice del partito. “Certi giudici non si arrendono al cambiamento”, accusa Anna Maria Bernini, vice capogruppo al Senato mentre Luca D’Alessandro parla di ”tempistica inquietante”. L’ennesima tegola giudiziaria potrebbe convincere l’ex premier a partecipare alla manifestazione organizzata da Fitto a Bari per i vent’anni di Forza Italia. Potrebbe essere un’occasione per mettere di nuovo in evidenza l’accordo raggiunto con Renzi sulla riforma della legge elettorale e, contemporaneamente, far ben presente l’intenzione di non voler farsi da parte. (Yasmin Inangiray/ANSA)