Cade elicottero, muore capo aviazione Esercito e allievo

VITERBO. – Erano partiti dalla base militare dell’Aves di Viterbo per un semplice volo di addestramento. Poi i contatti chiusi e il tragico epilogo: l’AB 206 si è schiantato al suolo nel viterbese. Hanno perso la vita così il comandante dell’Aviazione dell’esercito, generale Giangiacomo Calligaris, 57 anni, e il giovanissimo tenente Paolo Lozzi, 25enne di Montefiascone. Dell’elicottero si erano perse le tracce proprio nella stessa area in cui l’Enel aveva segnalato che una delle linee elettriche aeree risultava essere stata tranciata. Probabilmente è questa la causa dell’incidente, ma l’esatta dinamica la dovrà stabilire la Procura della Repubblica, che ha aperto un’ inchiesta. Una volta trovato il relitto, sono arrivati altri mezzi dell’esercito, i carabinieri di Tuscania, il 118 con l’eliambulanza, i vigili del fuoco. Ma ormai non c’era più niente da fare, l’AB 206 era distrutto e i due militari morti. Il generale di divisione Calligaris, 2 mila ore di volo all’attivo, era al comando dell’Aves di Viterbo dal primo marzo 2013, vantava una lista di onorificenze lunghissima e un curriculum di quelli importanti: ha effettuato missioni in Kosovo e Iraq, ha coordinato operazioni in Afghanistan, Chad, Haiti dopo il terremoto, Libia e molto altro. Il tenente Lozzi aveva ottenuto il brevetto di pilota militare di elicottero lo scorso luglio, al momento dell’incidente stava svolgendo la fase tattica prevista dal programma di addestramento. I messaggi di cordoglio sono arrivate a tutti i livelli, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che lo ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. “In questa triste circostanza – scrive Napolitano – voglia rendersi interprete presso le famiglie dei due ufficiali e l’Esercito dei miei sentimenti di profondo cordoglio e di solidale partecipazione”. E poi il presidente del Consiglio Enrico Letta, anche a nome del governo: “Consapevole e grato del lavoro che quotidianamente svolgono in Italia e nelle missioni internazionali uomini e donne delle nostre Forze Armate”, il premier “è particolarmente vicino, in questo momento di profondo dolore, all’Esercito e al suo Comando aviazione, e si stringe ai familiari delle vittime”. A Montefiascone, invece, il sindaco Luciano Cimarello con Lozzi vantava un’amicizia di lungo periodo. “Quel ragazzo l’ho visto crescere, amava il suo lavoro. Qui lo conoscevano tutti: un ragazzo alla mano, una persona perbene e benvoluta”. Aveva un fratello gemello, era entrato nell’Esercito subito dopo aver concluso gli studi. “Il suo lavoro – conclude – gli piaceva molto, era la sua passione ed era felice di poterlo fare. L’ho visto crescere, per Montefiascone è una tragedia”. Il suo sogno di volare si è tragicamente infranto.