Errani-Vinci ancora regine in Australia

Pubblicato il 24 gennaio 2014 da redazione

ROMA – Un anno dopo, stesso palcoscenico, stesso straordinario successo: grandi Sara Errani e Roberta Vinci, che agli Open d’Australia hanno bissato la vittoria del 2013 battendo le russe Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina, una coppia che in passato aveva dato loro più di un dispiacere, e conquistando così il quarto titolo in un torneo del Grande Slam.

Appare invece avviato verso il suo 14º titolo Slam, in singolare, il numero 1 del mondo, Rafael Nadal, che – in quella che si può considerare la vera finale – ha battuto, per la 23ª volta nelle loro 33 epiche sfide, lo svizzero Roger Federer. Il 27enne spagnolo, che a Melbourne ha vinto nel 2009, affronterà domenica lo svizzero Stanislaw Wawrinka, n. 8 del ranking, che nell’altra semifinale ha superato il ceco Tomas Berdych.

Una vittoria “incredibile” quella nel doppio femminile, l’ha definita Roberta. Raggiunta in tre set (6-4 3-6 7-4), in rimonta, soffrendo, con quella grinta e ostinazione che, unite alla indubbia classe e tecnica, hanno fatto delle ‘Cichis’ la coppia regina del tennis mondiale. Dall’altra parte della rete c’erano due russe coriacee (non a caso, n. 3 mondiali), che l’anno scorso sono state le loro bestie nere.

Dopo averle superate in semifinale proprio a Melbourne, la Errani e la Vinci avevano subito contro Makarova/Vesnina due sconfitte dolorose, in finale al Roland Garros e in semifinale al Masters Wta di Istanbul. Ma stavolta la 26enne romagnola e la 30enne tarantina si sono prese la rivincita e hanno assaporato il trionfo, pur faticando di più rispetto alla finale del 2013 contro le australiane Barty e Dell’acqua. E si sono rifatte anche della delusione nel torneo di singolare, in cui sono uscite al primo turno (Sara per mano della tedesca Julia Goerges, Roberta della cinese Zheng Jie). E’ stato un match intenso e tirato, di due ore e 6 minuti (55′ solo il terzo set), che avrebbe potuto prendere tutt’altra piega.

La prima frazione è andata alle azzurre, che hanno perso per minor concentrazione la seconda. Il terzo set si è giocato a colpi di cinque game alla volta: 2-0 per le ‘Cichis’, poi 5-2 le russe e a quel punto la svolta cruciale. Che Roberta ha così spiegato: “Loro erano molto aggressive, noi ci eravamo tirate troppo dietro. Forse in quel momento ci ha aiutato un pizzico di incoscienza, siamo state più spavalde ed è andata bene”.

Le ha fatto eco Sara: “Dal 5-2 del terzo set ho un blackout, ricordo poco, solo che punto dopo punto abbiamo rimontato”. Fino a mettere le mani sul quarto titolo Slam (in sei finali), dopo Roland Garros e Us Open 2012, e Australian Open 2013. “Una grande vittoria che ci consente di confermarci coppia n. 1 del mondo”, conclude la Vinci. Una vittoria ancora più dolce in quanto in caso di sconfitta Sara e Roberta avrebbero ceduto lo scettro proprio alla 25enne Ekaterina e alla 27enne Elena.

Dopo il trionfo delle ‘Cichis’, la 12ª giornata del primo Slam della stagione ha visto Nadal battere il 32enne fuoriclasse svizzero, n. 6 mondiale, che a Melbourne ha conquistato quattro dei suoi 17 titoli Slam (nel 2004, 2006. 2007, 2010), ma cinque anni fa ha perso in finale proprio contro il mancino di Maiorca. Netta la superiorità di Rafa su Roger, che peraltro in Australia è tornato a brillare dopo un 2013 deludente: 7-6 (4) 6-3 6-3 il punteggio di un match sul cui esito non vi sono mai stati dubbi. Niente finale tutta svizzera, dunque, ma sarà la terza finale a Melbourne per lo spagnolo, la 19ª in uno Slam. E, uscito di scena il serbo Novak Djokovic, campione in carica e numero 2 mondiale – eliminato nei quarti proprio da Wawrinka – la strada per Nadal appare davvero in discesa.

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