Obama: Discorso sull’Unione per la sua leadership

WASHINGTON. – Rilanciare con forza la sua leadership, portando avanti il suo programma in modo unilaterale, anche sfidando le resistenze del Congresso. E’ l’obiettivo del quinto discorso sullo Stato dell’Unione di Barack Obama (questa sera alle 21 di Washington). Un discorso che cade in uno dei momenti piú difficili da quando é entrato alla Casa Bianca, l’ultimo prima del voto di metà mandato, il 4 novembre. Come anticipa il Wall Street Journal, Obama cercherá di illustrare alla nazione le sue priorità di governo: dalla riforma migratoria al programma di infrastrutture, dalla lotta al cambio climatico alla disoccupazione e la stretta sulle armi facili. Un’agenda ambiziosa, che il presidente intende portare a compimento anche bypassando Capitol Hill, se necessario. Davanti al Congresso riunito in seduta comune, in quello che é tradizionalmente uno dei discorsi presidenziali più seguiti dell’anno, Obama sará chiamato a convincere un opinione pubblica che da tempo non lo segue più come in passato: secondo gli ultimi sondaggi, il tasso di approvazione nei suoi confronti é poco sopra il 40%, decisamente in calo rispetto al 55% di un anno fa. Il presidente sa che questa, come sottolinea la tv progressista Msnbc, potrebbe essere ”la sua ultima occasione” per dare smalto alla sua presidenza. E’ consapevole che dopo il voto di novembre, com’é capitato a tutti i suoi predecessori alla fine del loro secondo mandato, l’attenzione sarà tutta per i futuri candidati alla Casa Bianca. Tuttavia, il primo presidente afro-americano della storia non vuole in alcun modo tramontare senza lasciare ancora il segno: cosí denuncerà l’immobilismo di Capitol Hill di questi ultimi tempi, cercando di chiamare in suo aiuto l’indignazione di un’opinione pubblica che considera malissimo i politicanti di Washington. ”Il nostro dovere – annuncia Dan Pfeiffer, tra suoi consulenti piú vicini – é mostrare al popolo americano che siamo in grado di fare le cose. Che il presidente é pronto nel 2014 a usare ‘the pen and the phone”’, la penna e il telefono, come dire il potere di emanare decreti e di farsi sentire dal Congresso. Parlando di scuola, riduzione spese universitarie, innalzamento della paga minima, Obama punta in particolare a recuperare il voto giovanile, il cui entusiasmo nei suoi confronti é largamente calato dopo lo scandalo del Datagate. E per farlo ha messo in campo la sua fenomenale organizzazione per diffondere il suo discorso on-line, sui social media, con foto postate su Instagram e hashtag creati ad hoc per seguirlo su Twitter. E in un momento cosí cruciale per la sua presidenza, non poteva mancare l’aiuto di Michelle, che ha scelto i suoi ospiti secondo una regia comunicativa molto sofisticata: al suo fianco nel palco d’onore di Capitol Hill ci sará Jason Collins, il primo campione di basket Nba a dichiarare la propria omosessualitá. Quindi Carlos Arredondo e Jeff Bauman, due sopravvissuti simbolo all’attentato alla maratona di Boston lo scorso aprile. Arrendondo, che indossava un cappello da cowboy bianco, é stato fotografato mentre aiutava Bauman rimasto gravemente ferito durante l’attacco che gli é costato la perdita di entrambe le gambe. Quella foto é diventata l’icona della rinascita di Boston. Poi Gary Bird, capo dei vigili del fuoco di Moore in Oklahoma, rappresenterá tutti coloro che si sono rimboccati le maniche per aiutare la gente durante il disastroso tornado che lo scorso marzo ha distrutto l’intera cittadina e ucciso 25 persone. Infine, ci sará anche Shareeka Elliott, la madre di Brooklyn dipendente degli aeroporti di New York costretta a fare le pulizie per sbarcare il lunario a causa del salario troppo basso.

(Marcello Campo/ANSA)

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