Germania: Erdogan chiede aiuto a Merkel, ma lei si dichiara scettica

BERLINO. – L’Unione Europea ha bisogno della Turchia. Ne é convinto il premier Recep Tayyip Erdogan, che a Berlino ha chiesto alla Germania di sostenere con piú forza la causa turca in Europa. Angela Merkel però ha replicato a chiare lettere di essere ”scettica” sull’ipotesi di una piena adesione di Ankara. In una conferenza stampa tenuta nella capitale tedesca subito dopo la bilaterale in cancelleria, la cancelliera ha spiegato di ritenere quello in corso ”un processo dal risultato aperto”, per il quale, fra l’altro, ”non sono previste scadenze”. ”Non é un segreto che io veda con scetticismo – ha aggiunto rispondendo ai giornalisti – l’ingresso della Turchia come membro a pieno titolo dell’Ue”. Merkel ha sottolineato l’importanza delle riforme intraprese finora da Ankara, ribadendo che ogni paese deve percorrere ”con le proprie forze la strada della democratizzazione”. Ma ha anche ricordato esplicitamente la repressione delle proteste rispetto alle quali ha più volte ”esternato” nei mesi scorsi per sollecitare il rispetto della libertà di manifestazione. Parole nette, pronunciate poche ore dopo un discorso tenuto dal premier turco nella sede della società tedesca della politica estera: ”Il ventunesimo secolo non può essere affrontato senza la Turchia. Non é solo la Turchia ad aver bisogno dell’Ue, anche l’Ue ha bisogno della Turchia. Auspichiamo che la Germania ci dia un sostegno maggiore di quello dato finora”, aveva detto il premier, rivendicando i successi economici di un paese che nel giro di dieci anni ha ”triplicato la crescita, quadruplicato l’export e diminuito la disoccupazione”. A Berlino, però, i traguardi raggiunti da Ankara, (candidata per l’ingresso in Europa dal 1999, mentre le trattative sono iniziate nel 2005) hanno trovato un muro. E le parole di Frau Merkel richiamano quelle contenute in un documento della sua Cdu, elaborato in vista delle prossime europee. I cristiano democratici tedeschi riconoscono il ”significato economico e strategico della Turchia”, – si legge sulla Faz che ne ha dato conto – ”rigettiamo però un’adesione come membro a pieno titolo”, scrivono pure. Questa visita in Germania (una tappa della campagna elettorale anche in vista delle amministrative di fine marzo) non è stata comunque una completa delusione. Erdogan ha portato a casa un risultato importante: i cittadini turchi che vivono qui potranno infatti votare in seggi speciali allestiti nel paese ospitante alle prossime elezioni. Dei tre milioni di turchi che vivono in terra tedesca, una metá (tanti sono gli aventi diritto) potrà votare alle presidenziali che si terranno in estate, cui sarà probabilmente candidato il premier. Sembra poi definitivamente alle spalle la vecchia querelle sull’assimilazione. Nel 2008, in visita a Colonia, Erdogan sollecitò i connazionali e resistere: ”E’ un crimine contro l’umanità, Non ci si può aspettare che voi siate assimilati”, disse. ”Non c’é nessuno che voglia una cosa del genere”, lo ha rassicurato Frau Merkel, sottolineando dal canto suo il valore dell’integrazione. (Rosanna Pugliese/ANSA)

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