Inflazione, in un solo anno é stata ridotta di un terzo

ROMA. – L’inflazione resta ferma ai minimi da quattro anni, con il termometro dell’Istat che a gennaio non va oltre lo 0,7%. E’ ormai il terzo mese di fila che la lancetta dei prezzi non dà segnali di vita, almeno nel confronto con l’anno precedente. Qualcosa invece si muove mese su mese, con le stime che indicano una crescita dello 0,2%. Di certo il 2014 è partito sotto il segno di un’inflazione ‘congelata’, ridotta a un terzo rispetto all’inizio del 2013. Anche guardando ai prodotti più acquistati, il cosiddetto carrello della spesa (+1,1% annuo), la temperatura resta piuttosto bassa e in frenata su dicembre. Analizzando le principali voci, l’Istat vede ancora in calo la benzina (-0,9% su base annua) e il diesel (-2,1%), mentre rialzano la testa gli altri carburanti spinti dal Gpl. Rimanendo all’interno del capitolo energia, l’Istat segnala il rincaro dell’energia elettrica (+1,2%), mentre diventa sempre più economico il gas per uso domestico (-6,4%). In campo alimentare, l’altro pilastro da cui dipendono le sorti dell’inflazione, si registra un calo per i cibi freschi, con discese su base annua. Tra i rincari invece spicca quello segnato da pedaggi e parchimetri (+5,3%), ”da ascrivere principalmente ai rialzi dei pedaggi registrati per gran parte della rete autostradale italiana”, precisa l’Istat. In aumento figurano anche i prezzi delle spese bancarie e finanziarie (+2,3%), a causa delle previsioni contenute nella legge di stabilità in materia di imposta di bollo. Inoltre continuano a lievitare i prezzi della raccolta rifiuti (+14,3%). Tornando al tasso generale d’inflazione, Confcommercio parla di una dinamica ”molto contenuta”, che si rileva ”in presenza di una domanda per consumi ancora molto debole”. Un po’ di ottimismo emerge dal commento della Confesercenti, secondo cui si è raggiunta una stabilità che sembra ”allontanare lo spettro della deflazione”. Sulla stessa linea l’economista del servizio studi di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, che sottolinea come il dato ”non segnala veri e propri rischi deflazionistici”. Restano invece sul piede di guerra le associazioni dei consumatori, con Federconsumatori e Adsubef che insistono sul tasso registrato per il carrello della spesa: ”Seppure ancora sottostimati, tali aumenti comportano su base annua un aggravio di 368 euro annui per una famiglia composta da tre persone”. E nonostante un tasso ai minimi anche il Codacons prevede l’arrivo di una ”stangata”. 

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