Nuovi espropri per chi non rispetta la legge del “prezzo giusto”

Pubblicato il 05 febbraio 2014 da redazione

CARACAS – Nuovi espropri? E’ accaduto in passato – anche a tante aziende di italo-venezolani – perché non dovrebbe accadere una volta ancora? Il presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, ha minacciato di “espropriare” e “confiscare” le aziende che non dimostrino di aver applicato la cosiddetta legge del “prezzo giusto” – che fissa a un massimo del 30% il margine di guadagno – entro il 10 febbraio, avvertendo i “settori della borghesia” di non sottovalutare “il potere del popolo”.

– Se lunedì prossimo troviamo che ci sono unità economiche o aziende che stanno violando la legge del prezzo giusto prenderò le misure più radicali perché il popolo entri in quelle aziende e sia lui a farle produrre e lavorare, andrò a fondo – ha detto Maduro l’altra sera durante un discorso in occasione del 22 anniversario del golpe putsch fallito lanciato da Hugo Chavez contro il governo di Carlos Andres Peres (1989-1993).

Immediata la risposta di Conindustria, e non poteva essere altrimenti. Il presidente degli industriali, Ismael Pérez Vigil, ha affermato che “gli industriali venezolani non temono le minacce del presidente né i controlli, purché questi vengano realizzati in maniera corretta ed onesta”.

Il presidente di Conindustria, poi, ha invitato le autoritá competenti a scrivere norme che permettano di correggere gli errori, che definiscano con precisione i requisiti e la via per valutare i costi e stabilire i prezzi giusti”

– Se non si stabiliscono i meccanismi di valutazione, se non si decide se le tasse sono parte o no dei costi di produzione – ha segnalato il dirigente industriale – sará difficile una valutazione onesta e giusta dei prezzi”

La Legge del ‘prezzo giusto’ é stata approvata per decreto dal presidente Maduro come meccanismo per controllare la speculazione e frenare l’inflazione. L’incremento dei prezzi, specialmente negli ultimi mesi, é stato un grosso dolor di testa per il capo di Stato Venezolano ma anche per quello argentino, Cristina Fern{andez de Kirchner. Il fenomeno inarrestabile della crescita dei prezzi dei prodotti é, in questi giorni un nemico comune per i due presidenti.

I due capi di Stato reagiscono, contro l’inflazione, con una strategia anch’essa comune: la denuncia dell’attacco speculativo e della cospirazione destabilizzante dei “poteri economici”. L’altra sera, appunto, Nicolas Maduro, ha minacciato di “espropriare” e “confiscare” le aziende che non dimostrino di aver applicato la cosiddetta legge del “prezzo giusto”, che fissa a un massimo del 30% il margine di guadagno.

Quasi in contemporanea, a Buenos Aires la presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha accusato gli imprenditori di essere i responsabili dell’inflazione nel suo paese.

– Non permetteremo che continuino a saccheggiare le tasche degli argentini – ha detto, sostenendo che mentre lei aumenta i benefici sociali “loro l’unica cosa che aumentano sono i prezzi”.

In Venezuela l’inflazione ha raggiunto il 56% nel 2013 – il record regionale – mentre in Argentina le statistiche ufficiali la pongono poco al di sopra del 10%, ma secondo stime private ha chiuso l’anno fra il 25 e il 30% e continua a crescere nel 2014. Nelle sue previsioni annuali per l’America Latina, l’Fmi ha indicato che nei due paesi “durante il 2013 sono cominciate a manifestarsi pressioni sull’inflazione, la bilancia dei pagamenti e i mercati valutari che stanno influendo in modo negativo sulla fiducia dei mercati”.

Il settimanale britannico The Economist è stato meno diplomatico, affermando che dopo anni di bonaccia dovuti ai prezzi di commodities strategiche (petrolio per il Venezuela, soja per l’Argentina) ora la crescita dell’inflazione e la riduzione delle riserve valutarie dimostrano che per i due paesi “la festa è finita”.

Molti analisti sottolineano però che, al di là delle somiglianze, la situazione nei due paesi è sostanzialmente diversa, anzitutto per la portata stessa delle statistiche: oltre alla distanza notevole nei tassi di inflazione, a Caracas un dollaro vale oggi 6,30 bolivar sul mercato legale  ma molto, molto di piú sul parallelo, mentre a Buenos Aires il dollaro legale è a 8 pesos e quello “blu” (clandestino) a 12,50. L’economia argentina, inoltre, contrariamente a quella venezuelana non dipende in modo così determinante da un solo prodotto -il petrolio- ma ha registrato un’importante ricostruzione del suo tessuto produttivo dopo la crisi del 2001 e non soffre di una regolamentazione ritenuta asfissiante dagli imprenditori.

Un’altra differenza di peso sta nel fatto che il secondo mandato presidenziale di Kirchner si concluderà nel 2015 e quello di Maduro nel 2019, anche se gli analisti sottolineano l’esistenza di un altro cruciale fattore comune fra le due nazioni: l’assenza di un candidato oppositore che permetta di prevedere un’alternativa futura al chavismo o al peronismo.

Ultima ora

06:42Corea Nord: manovre anti-missile di Seul, Tokyo e Usa

PECHINO - Corea del Sud, Usa e Giappone hanno dato il via alla due giorni di manovre congiunte finalizzate alla rilevazione di missili nemici, nel mezzo delle tensioni legate alla minaccia balistica e nucleare di Pyongyang. Il teatro delle operazioni, ha reso noto il Comando di Stato maggiore di Seul, sono le acque tra la penisola coreana e il Giappone.

06:33Molestie: Haley, ascoltare donne che accusano Trump

NEW YORK - Le donne che hanno accusato Donald Trump di molestie sessuali dovrebbero essere ascoltate: la sorprendente affermazione arriva da uno dei pilastri della stessa amministrazione Trump, Nikki Haley, ambasciatrice americana all'Onu. Haley rompe cosi' con la posizione della Casa Bianca, secondo cui le accuse al tycoon sono false e vanno archiviate.

01:31Calcio: Maradona a Calcutta per match di beneficienza

(ANSA) - NEW DELHI, 11 DIC - Più volte rinviato, è finalmente cominciato oggi un viaggio di Diego Maradona nella metropoli indiana di Kolkata (Calcutta), dove si tratterrà per tre giorni, impegnato in una serie di attività di beneficienza. I continui spostamenti di data della sua visita hanno fatto sì che oggi a riceverlo nella capitale dello Stato di West Bengala vi fossero quasi solo giornalisti e responsabili locali, ma non molti tifosi. Nella sua precedente visita che risale a nove anni fa, l'aeroporto cittadino fu preso d'assalto da migliaia di tifosi che lo acclamarono in strada fino ad oltre la mezzanotte. Gioviale e rilassato, Diego ha salutato con la mano i presenti prima di entrare insieme con la fidanzata Rocio Oliva nell'auto che lo ha portato in un hotel del centro che aveva approntato per lui una suite 'Diego Maradona'. Gli organizzatori si sono impegnati particolarmente nel decoro della suite, le cui pareti mostrano passaggi centrali della vita del calciatore.

00:54Calcio: Donadoni’C’è tanta rabbia, ci manca sempre qualcosa’

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Abbiamo preso il secondo gol nel momento in cui il Milan era forse nel peggior momento: siamo stati ingenui ed è un peccato, perché in più di un'occasione siamo andati vicini al gol''. A Premium Sport l'allenatore del Bologna Roberto Donadoni non nasconde l'amarezza le occasioni sprecate: ''C'è tanta rabbia, prestazioni come questa non possono equivalere a zero punti, ma ci manca sempre qualcosa. Non c'è nessun complesso nei confronti delle big: forse a volte siamo eccessivamente preoccupati di quello che possono creare, ma se andiamo a vedere le partite che abbiamo giocato con le grandi non mi sembra ci siano state situazioni di superiorità da parte loro. Dobbiamo lavorare sul profilo mentale e anche su quello tecnico: un controllo fatto bene o fatto male si traduce in un'occasione colta o sprecata e quindi in una partita vinta o persa. Dobbiamo essere più centrati su noi stessi''.

00:48Calcio: Gattuso “strada ancora lunga, difesa da migliorare”

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Dobbiamo ancora migliorare, specie in difesa, perché il Bologna ci ha messo in difficoltà. Ma devo ringraziare i ragazzi per la vittoria, per la mentalità e per lo spirito di sacrificio: mi tengo la prestazione e il risultato, ma dobbiamo ben tener presente che la strada è ancora lunga". Così l'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, dopo la vittoria a San Siro sul Bologna. Il tecnico ha elogiato il match winner Bonaventura: "Ha grandissima qualità. Sa fare gol, si sa inserire. Credo sia uno dei centrocampisti migliori d'Italia, deve migliorare un pochino sul fisico". Una battuta sul suo comportamento a bordo campo: "Le partite le sento tantissimo, pure quando gioco a calcio balilla con mio figlio, ma certo su questa di panchina è ancora più emozionante. Il Milan è la mia seconda pelle".

00:32Calcio: Spagna, Suarez-Messi, Barcellona sbanca a Villarreal

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Il Barcellona torna alla vittoria in Liga dopo due pareggi superando 2-0 in trasferta il Villarreal, alla terza sconfitta di fila. Restano cinque i punti di vantaggio della capolista sul Valencia, vittorioso ieri sul Celta Vigo, e sei sull'Atletico Madrid, che in un altro incontro domenicale della 15/a giornata è andato a vincere 1-0 a Siviglia sul campo del Betis. A Villarreal, i blaugrana hanno sbloccato il risultato solo nella ripresa, con le reti di Luis Suarez al 27' e Messi al 38', con l'argentino che porta così a 14 centri il bottino personale in campionato. Il Barcellona ha ancora un vantaggio di 8 punti sul Real Madrid, che prima del Clasico del 23 dicembre, forse l'ultima occasione per rientrare in corsa per il titolo, andrà in trasferta in settimana negli Emirati per la semifinale, e probabilmente la finale, del Mondiale per club.

00:23Basket: Serie A, Torino-Milano 71-59

(ANSA) - TORINO, 10 DIC - La Fiat Torino batte 71-59 l'EA7 Milano e aggancia in classifica i milanesi. Una vittoria di carattere quella conquistata dalla squadra dell'ex milanese Banchi, passata a condurre nella prima frazione per poi non lasciare più il comando della partita. Se all'inizio le percentuali di Milano hanno favorito la fuga torinese (32-27 al 20'), nella ripresa la difesa di Torino ha fatto la differenza. Washington ha chiuso le falle in difesa, Mbakwe ha fatto impazzire sotto canestro i lunghi milanesi, caricando di falli Tarczewski e Gudaitis. Un parziale di 17-6 a metà terzo quarto (51-33), propiziato da Mbakwe e Vujacic ha indirizzato la partita: Milano ha provato nel finale a riavvicinarsi, ma la Fiat ha controllato senza patemi il risultato. Ottima prova di Patterson (16), Mbakwe (15) e Vujacic (10) per Torino, mentre sulla sponda milanese il solo Jerrels è riuscito ad andare in doppia cifra chiudendo con 10 punti.

Archivio Ultima ora