Da Unesco un grazie a Clooney per il film Monuments Men

NEW YORK. – George Clooney punta i riflettori sui crimini culturali commessi durante le guerre e si guadagna il grazie delle Nazioni Unite. Al Palazzo di Vetro l’italiano Francesco Bandarin, vice-direttore generale per la cultura dell’Unesco, ha reso omaggio all’attore-regista per il film Monuments Men il cui soggetto – il salvataggio delle opere d’arte in Europa alla fine della Seconda Guerra Mondiale – rispecchia gli sforzi fatti dall’agenzia dell’Onu per fermare il saccheggio dei beni culturali in Siria nei tre anni della guerra civile. Nell’ultimo mese l’Unesco ha cominciato ad addestrare addetti alla dogana e funzionari di polizia in Libano, Turchia e Giordania alla ricerca di oggetti d’arte e beni storici esportati illegalmente dalla Siria, ha detto Bandarin incontrando i giornalisti a New York. Il nuovo film di Hollywood, a suo avviso, aiuterà il grande pubblico a capire meglio l’importanza di questo lavoro e la necessitá di frenare il traffico di oggetti d’arte e di storia rubati da altre zone di conflitto tra cui Mali e Libia. “A volte – ha detto il responsabile dell’Unesco – Hollywood e’ più potente di tutto il sistema Onu messo insieme”. Monuments Men apre nelle sale Usa il 7 febbraio: nel cast oltre a Clooney (che e’ anche dietro al macchina da presa e ha prodotto la pellicola), Matt Damon, John Goodman, Bill Murray, Hugh Bonneville, Sasha Baron Cohen e Cate Blanchett, l’unica donna. “Durante un conflitto é molto difficile intervenire localmente”, ha spiegato Bandarin, secondo cui la situazione in Siria non é solo dominata dal conflitto, ma anche dalla perdita di controllo del territorio da parte dei governi locali. L’unica nota positiva é che Damasco ha dato il suo contributo. I 34 musei della Siria sono stati svuotati, e i reperti smessi al sicuro proprio come durante la Seconda Guerra Mondiale grazie all’opera dei “Venus Fixers” alleati di cui Clooney racconta le gesta nel film. Per la Siria intanto questa settimana la Ue ha dato all’Unesco 2,5 milioni di euro per insediare un team a Beirut incaricato di raccogliere informazioni sulla situazione in Siria, dove molti siti culturali ed edifici storici in cittá come Aleppo (ad esempio la moschea Umayyad) sono stati saccheggiati, danneggiato o distrutti. “Statue e pezzi di statua sono facili da ritrovare. Ma altri oggetti come monete e oggetti metallici sono in circolazione in Libano”. E a conti fatti, gli scavi illegali a Mari, Palmira, Apamea e Ebla, dove l’italiano Paolo Matthiae hao portato in luce gli Archivi di Stato del 2300 avanti Cristo con migliaia di tavolette cuneiformi, sono “estremamente pericolosi” e “letali” per l’ereditá culturale del Paese. (di Alessandra Baldini/ANSA)