New York: Ramadan e feste cinesi nelle scuole, la decisione di De Blasio

NEW YORK. – La libertà religiosa inizia dalla scuola: il neo sindaco di New York, Bill de Blasio, intende inserire nel calendario scolastico della Grande Mela le più importanti feste islamiche – come quelle legate al Ramadan – oltre al capodanno cinese, e sta anche considerando le festività legate alle celebrazioni indù del festival Diwali. Il progetto è perfettamente in linea con le idee del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha sottolineato come “difendere la libertà religiosa sia un obbiettivo chiave della politica estera americana”. “E’ complicato in termini di logistica, di calendario e budget scolastico, ma è qualcosa che voglio venga fatto in un arco ragionevole di tempo”, ha spiegato de Blasio in un’intervista tv, precisando che intende dare disposizioni affinché le scuole rimangano chiuse in occasione dell’Aid al Fitr e dell’Aid al Adha, due festività legate al Ramadan e all’annuale pellegrinaggio alla Mecca, come anche in occasione del nuovo anno lunare. Secondo le diverse statistiche, il numero dei musulmani residenti a New York varia tra i 200mila e il milione, cioè grosso modo il sette per cento della popolazione, mentre gli studenti di origine asiatica nelle scuole pubbliche sono circa uno su sei. L’Aid al Fitr rappresenta però una sfida logistica particolare, poiché ogni anno si celebra ad una data diversa, fissata di volta in volta all’ultimo momento. Per quanto riguarda il Diwali, caro alle comunità indù e sikh, de Blasio ha detto di non aver ancora preso una decisione; una posizione che ha suscitato la “delusione” di Shashi Shah, responsabile dell’Associazione degli indiani in America. Come nota il Daily News, il più diffuso tabloid newyorchese, diverse comunità etniche hanno spinto per anni affinché le quattro festività venissero inserite nel calendario scolastico, ma l’ormai ex sindaco Michael Bloomberg si è sempre opposto, sostenendo che gli studenti non debbano perdere altri giorni di scuola oltre a quelli già previsti. Obama non ha però dubbi. “La libertà di religione è sempre più minacciata nel mondo”, ha affermato intervenendo all’annuale National Prayer Breakfast, in cui ha anche sottolineato che “qui e altrove, la libertà religiosa è una questione che attiene alla sicurezza nazionale”.