Marò: si allontana pena morte, ma resta opzione pirateria

ROMA. – Si allontana lo ‘spettro’ della pena di morte per i due marò, che però potrebbero essere giudicati con la legge anti-pirateria. L’ipotesi, già formulata nei giorni scorsi, è stata riportata anche dalla stampa indiana, ma l’Italia, ha puntualizzato l’inviato speciale Staffan De Mistura, commenterà soltanto notizie ufficiali, in attesa della prossima udienza della Corte suprema, lunedì prossimo. Secondo un’agenzia di stampa indiana, il ministero degli Interni indiano avrebbe rinunciato ad invocare la pena di morte nei capi di accusa della polizia Nia – uniformandosi alla posizione degli Esteri e della Giustizia – pur mantenendo lo strumento della legge anti-pirateria (Sua Act) per formulare i capi d’accusa contro i Fucilieri di Marina italiani, dopo la morte di due pescatori indiani il 15 febbraio 2012. Una fonte a conoscenza della decisione ha confermato all’Ansa la posizione indiana, spiegando che l’idea degli Interni sarebbe quella di replicare il trattamento riservato al super boss della mafia indiano Abu Salem, implicato negli attentati terroristici a Mumbai del 1993, estradato dal Portogallo dove era stato arrestato con la promessa a Lisbona che non sarebbe stata applicata la pena di morte. In Italia si mantiene la linea della prudenza. “Non reagiamo, come in passato, a notizie non ufficiali pubblicate dalla stampa”, spiega De Mistura, aggiungendo che “il governo italiano fará sapere la sua posizione durante e dopo l’udienza di lunedì” in Corte Suprema, durante la quale la procura generale indiana dovrá svelare la soluzione trovata per costruire l’impianto accusatorio contro i maró. Bocche cucite anche sul fronte indiano. Lo stesso procuratore generale, che gestisce l’accusa, ha spiegato di non voler parlare prima dell’udienza. Il caso marò, che attende una soluzione da quasi due anni, sta mettendo l’India sotto crescente pressione internazionale. La ministro degli Esteri Emma Bonino, incontrando a Roma il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, ha ricordato che la Germania, in occasione della visita del presidente della Repubblica Gauck a New Delhi, ha chiesto un esame del caso senza disparità, avvertendo che sono in gioco anche le relazioni tra India ed Europa. In Italia, intanto prosegue il ‘boicottaggio’ di tutto ciò che è ‘made in India’. Dopo la sospensione di alcuni concorsi di bellezza, la provincia di Lecco ha negato il permesso di utilizzare per le riprese di un film per Bollywood l’elegante Villa Monastero di Varenna, sul Lago di Como. 

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