Datagate: Greenwald debutta online con scoop Snowden

NEW YORK. – La nuova avventura giornalistica di Glenn Greenwald sta per cominciare e le cancellerie di mezzo mondo tremano: il nuovo portale finanziato dai dollari del fondatore di eBay Pierre Omidyar e guidato dal reporter del Guardian a cui Edward Snowden ha affidato i file del Datagate uscirá col suo primo numero la prossima settimana. “L’obiettivo centrale per il momento sará su documenti di Snowden”, ha indicato Omidyar in un comunicato congiunto con l’ex direttore esecutivo di Rolling Stone Eric Bates sul sito di First Look Media, la società editoriale che sta dietro al progetto di Greenwald. Bates si é unito al gruppetto entrato nella nuova cyber-testata di cui fanno parte anche Laura Poitras, la documentarista candidata agli Oscar inizialmente contatta da Snowden, e Jeremy Scahill, un reporter investigativo di “The Nation” e autore del best seller “Dirty Wars”. Il debutto del giornale online di Greenwald sará seguito nel corso dell’anno da altri magazine digitali di First Look Media tra cui uno generalista. “Stiamo costruendo il nostro team e affinando la visione editoriale – hanno spiegato Omydiar e Bates – ma volevamo cominciare a uscire con qualcosa di concreto anche per contrastare una drammatica escalation di minacce ai giornalisti che scrivono sulla Nsa”. Lo stesso Greenwald, che in passato ha detto di essere in possesso di documenti della “talpa” ancora inediti, di recente ha twittato frasi di alti esponenti del governo sulla fine che potrebbero fare i giornalisti che lavorano sul Datagate. Il direttore dell’Intelligence Nazionale James Clapper di recente ha suggerito, ad esempio, che chi ha scritto articoli basati sulle rivelazioni di Snowden é suo “complice” di un latitante (la “talpa” ha chiesto asilo in Russia dopo esser fuggita a Hong Kong) ricercato negli Usa per spionaggio. Mentre Mike Rogers, il presidente della Commissione Intelligence della Camera ha dichiarato che, vendendo storie basate sul materiale “rubato” alla Nsa, Greenwald si sarebbe reso reo di ricettazione. Un paradosso alla “Comma 22”, secondo il giornalista: se non lavori da reporter perdi le protezioni legali del diritto di cronaca, ma se lo fai e vieni conseguentemente pagato per quel che scrivi, sei accusato di aver venduto segreti. (Alessandra Baldini/ANSA)