Papa: non escludere divorziati da azione della Chiesa

Pubblicato il 07 febbraio 2014 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO.- I pastori della Chiesa “sono chiamati a interrogarsi su come assistere” i divorziati o separati, “affinché non si sentano esclusi dalla misericordia di Dio” e “dalla sollecitudine della Chiesa per la loro salvezza”. E’ quanto ha detto papa Francesco nel discorso consegnato oggi ai vescovi polacchi in visita Ad Limina, toccando in alcuni passi dedicati al tema della famiglia, “cellula fondamentale della società”, punti che saranno al centro del prossimo Sinodo. Il Papa ricorda dapprima che la famiglia è il “luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli”. “Oggi invece il matrimonio è spesso considerato una forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno”, prosegue. “Purtroppo – lamenta – questa visione influisce anche sulla mentalità dei cristiani, causando una facilità nel ricorrere al divorzio o alla separazione di fatto”. “I Pastori – raccomanda quindi – sono chiamati a interrogarsi su come assistere coloro che vivono in questa situazione, affinché non si sentano esclusi dalla misericordia di Dio, dall’amore fraterno di altri cristiani e dalla sollecitudine della Chiesa per la loro salvezza; su come aiutarli a non abbandonare la fede e a far crescere i loro figli nella pienezza dell’esperienza cristiana”. D’altra parte, secondo il Pontefice, “bisogna chiedersi come migliorare la preparazione dei giovani al matrimonio, in modo che possano scoprire sempre di più la bellezza di questa unione che, ben fondata sull’amore e sulla responsabilità, è in grado di superare le prove, le difficoltà, gli egoismi con il perdono reciproco, riparando ciò che rischia di rovinarsi e non cadendo nella trappola della mentalità dello scarto”. L’ulteriore raccomandazione di Bergoglio è che “le comunità ecclesiali siano luoghi di ascolto, di dialogo, di conforto e di sostegno per gli sposi, nel loro cammino coniugale e nella loro missione educativa”. “Essi trovino sempre nei Pastori – ha aggiunto – il sostegno di autentici padri e guide spirituali, che li proteggono dalle minacce delle ideologie negative e li aiutano a diventare forti in Dio e nel suo amore”. E’ sempre nel segno della misericordia divina che non esclude nessuno l’atteggiamento a cui Bergoglio richiama ancora la Chiesa nel porsi di fronte a persone che vivono situazioni familiari difficili, separazioni e divorzi. Sarà questo uno dei temi “caldi” del Sinodo dei Vescovi in preparazione per il prossimo ottobre, in particolare con la questione dei sacramenti, che ora vengono negati, ai divorziati e risposati. E molte sorprese, non solo su questo aspetto, stanno già venendo da vari Paesi tramite le risposte al questionario preparatorio sulla famiglia e sulla sessualità inviato in tutto il mondo, su disposizione di papa Francesco, tramite le Conferenze episcopali. In particolare in Germania e Svizzera c’è stata letteralmente una valanga di “sì” alla comunione ai divorziati e risposati e al riconoscimento delle seconde nozze da parte della Chiesa. Tanto che nel presentare i risultati, i vescovi dei due Paesi hanno invocato essi stessi riforme, e “un nuovo approccio riguardo alla morale sessuale cattolica” poiché “i fedeli non capiscono più le argomentazioni della Chiesa su questi temi”. Anche in Austria, nelle 30 mila risposte ricevute, stragrande maggioranza favorevole alla comunione ai divorziati e risposati. Nei Paesi germanofoni, quindi, le risposte dei fedeli sono state spesso critiche verso le posizioni della Chiesa. I presuli tedeschi non hanno nascosto tali malesseri, dal momento che le risposte dalle diocesi manifestano quanto grande sia la distanza tra i fedeli e la dottrina ufficiale, specie in materia di convivenze pre-matrimoniali, di divorziati risposati, di regolazione delle nascite di omosessualità, dicono i vescovi. La maggioranza dei cattolici tedeschi continua a essere contraria all’aborto, ma quasi tutti approvano il controllo artificiale delle nascite, e si registra perfino una netta tendenza ad accettare – come atto di giustizia – il riconoscimento legale delle unioni gay, che “dovrebbero anche ricevere la benedizione da parte della Chiesa”, pur con un parere ancora negativo sulle nozze vere e proprie. In particolare è sui sacramenti ai divorziati che l’episcopato tedesco si farà sentire in Vaticano, non comprendendo più perché i cattolici divorziati non possano risposarsi in chiesa e perché debbano rinunciare ai sacramenti se risposati civilmente. Anche in Svizzera, infine, dove l’episcopato ha diffuso un questionario ancora più ampio, nelle 25 mila risposte ottenute il 90% dei cattolici elvetici vorrebbe che la Chiesa riconoscesse e benedisse le coppie di divorziati risposati. (Fausto Gasparroni/ANSA)

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