Pardo Andretta “La mia medaglia l’ho già vinta”

CARACAS – L’italo-venezuelano Antonio Pardo Andretta, è l’unico a rappresentare il Venezuela ai giochi olimpici di Sochi. Lo sciatore dice che la sua medaglia d’oro l’ha già vinta, il motivo? “Soltanto esserci alle Olimpiadi è come appendersi una medaglia al collo” ha affermato Pardo Andretta.

Lo sciatore creolo si è qualificato al 45º posto nella prova disputata a Saint Moritz, in Svizzera. Nella gara, il venezuelano ha ottenuto 135,82 punti, ma il pass è arrivato grazie ad una sorta di media ottenuta grazie alle sue prestazioni nelle ultime cinque gare dove ha accumulato 140 punti che gli sono valsi la qualificazione.

Lo slalom gigante, detto anche brevemente gigante, è una delle discipline dello sci alpino. Si tratta di una gara in cui gli sciatori sono tenuti a passare attraverso una serie di porte, alternate rosse e blu, disposte sul tracciato. Rispetto allo slalom speciale è molto più veloce, poiché le curve hanno un raggio maggiore.

Lo sciatore nato 43 annifa a Caracas, lavora in Svizzera dove ha trefigli rispettivamente di 15, 13 ed 11 anni.

“A prescindere dal mio risultato in pista, posso dire che sono il miglior venezuelano nello sci alpino dato che sono il primo che parteciperà in questa modalità”

In Venezuela, la federazione di questa specialità dello sci alpino è stata fondata nel 2012, proprio dal campione italo-venezuelano.

“In Venezuela non esistono le condizioni per praticare nessuno sport invernale, noi siamo un paese tropicale. – afferma Pardo Andretta, aggiungendo – Per poter allenarci dobbiamo viaggiare in altri paesi”

“Le difficoltà per praticare sport invernali  sono tante. Per prima cosa non c’é la neve e tanto meno abbiamo le strutture dove allenarsi. Per questo motivo, la prima cosa che ho fatto è creare la federazione”

Pardo, per farsi le ossa in questo mondo ha partecipato a diverse gare in Europa mettendosi a confronto con sciatori più giovani.

“Una volta mia moglie ha assistito ad una gara in Italia, e quando parlava con gli altri dicendo che io ero in gara,gli dicevano che si sbagliava, che ero l’allenatore e lei rispondeva  ‘non c’è sbaglio, lui è in gara’”.

Nelle gare di sci dove partecipava Pardo Andretta la maggior parte degli atleti avevano un’età minima di 17 anni.

L’italo-venezuelano per prepararsi al meglio per la sfida dei cinque cerchi si è allenato in Austria, Svizzera ed in Italia.

Chi pensasse che per il Venezuela questo tipo di impresa è nuova, si sbaglia di grosso. La terra di Bolívar ha visto sventolare la sua bandiera in cinque occasioni alle olimpiadi invernali. La prima a parteciparvi è stata l’italo-venezuelana Iginia Boccolandro (fino ad ora quella che ha ottenuto la miglior performance con il 28º posto) nello slittino a Nagano 1988; come dato curioso segnaliamo che lei è stata la portabandiera del Venezuela alle olimpiadi di Salt Lake City nel 2002. In quell’edizione ha partecipato sempre nello slittino Werner Hoeger e suofiglio Chris. Alle olimpiadi di Torino 2006 ha partecipato da solo W. Hoeger diventando uno degli atleti piùanziani a scendere in pista. C’è un’altro venezuelano che c’è l’ha messa tutta per essere in gara a Sochi, ma non ci è riuscito: Cesar Baena, che comunque ha realizzato in parte il suo sogno partecipando alla ceremonia d’apertura. Baena in questa edizione farà parte della commissione venezuelana, ma alle prossime spera di esserci a difendere i colori del proprio paese.

 Fioravante De Simone

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