La foto dell’Istat, italiani tante auto e pochi libri

ROMA. – Un Paese con tanti anziani e pochi bambini, con pochi occupati e tante famiglie in situazione di disagio economico, con tante automobili e pochi lettori: è la fotografia che l’Istat ha scattato nel Rapporto “Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” pubblicato ieri. Ecco in sintesi alcuni dei temi principali trattati nella ricerca:

UNA FAMIGLIA SU 4 HA DISAGIO ECONOMICO: Il 24,9% delle famiglie ha almeno tre dei 9 segni di deprivazione, quindi non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa nè affrontare spese impreviste o resta indietro con i pagamenti o deve rinunciare a riscaldare adeguatamente la casa o fare un pasto proteico ogni due giorni. Rispetto al 2007, anno pre crisi il dato è cresciuto di oltre 10 punti (era al 14,8%). Nel 2012 resta una forte differenza tra Nord Est (13,5%) e Sud (41%).

ULTIMI PER COMPETITIVITA’: L’Italia è fanalino di coda in Europa per competitività di costo delle imprese: ogni 100 euro di costo del lavoro il valore aggiunto si attestava nel 2010, ultimo anno di confronto con l’Ue a 126,1,dato peggiore in Ue, contro il 211,7 in Romania. Nel 2011 in Italia la competitività è migliorata (128,5) ma resta più bassa del 135,8 registrato nel 2001.

PRESSIONE FISCALE A TOP DA 1990: nel 2012 la pressione fiscale ha toccato il 44,1% sfiorando i livelli svedesi (44,7% in forte discesa rispetto al 51,7% del 2000) complice anche il decreto Salva Italia e l’introduzione dell’Imu. Oltre Svezia, Danimarca, Belgio e Austria è solo la Francia tra i paesi più popolosi ad avere un livello di tassazione superiore a quello italiano. In Italia tra il 2000 e il 2012 la pressione fiscale è aumentata di quasi tre punti percentuali (dal 41,3% al 44,1%).

POSTO LAVORO UNA CHIMERA: tra i 20 e i 65 anni lavorano in Italia solo 61 persone su 100, un dato in calo e lontanissimo dal target Ue per il 2020 (75%). Resta un forte squilibrio tra uomini (71,6%) e donne (50,5%) e tra Nord Est (70,5% di occupazione, vicina ai livelli europei e Sud (47,6%). Solo una donna su tre in età da lavoro al Sud ha un impiego. Peggio dell’Italia fanno solo Spagna e Grecia. Siamo inoltre al terzo posto dopo Grecia e Bulgaria per quota di neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano (oltre due milioni nel 2012).

TRA I PAESI PIÙ MOTORIZZATI NEL MONDO: L’Italia è tra i paesi più motorizzati in Europa con 62 auto ogni 100 abitanti, seconda sola al Lussemburgo e tra i luoghi con più vetture nel mondo. Il tasso di motorizzazione in Italia è passato da circa 501 autovetture ogni mille abitanti nel 1991 a circa 621 nel 2012. Nonostante il numero altissimo di auto i morti negli incidenti stradali si sono quasi dimezzati negli ultimi 10 anni.

ITALIA PAESE PER VECCHI: L’Italia con 148,6 anziani ogni 100 giovani è il secondo Paese più vecchio d’Europa dopo la Germania (155,8). La regione italiana più anziana è la Liguria (236,2 ogni cento), mentre la Campania, con un indice per la prima volta superiore a 100, è quella più giovane. La vita media degli italiani si conferma tra le più lunghe dell’Unione, con 84 anni e mezzo per le donne e 79 per gli uomini. L’Italia si colloca tra i Paesi Ue a bassa fecondità con 1,42 figli per donna.

OLTRE META’ PAESE NON LEGGE : Nel 2013 il 43% degli italiani ha letto almeno un libro nel tempo libero. Poco meno di un italiano su due (49,4%) legge un quotidiano almeno una volta a settimana e, tra questi, il 36,2% almeno cinque giorni su sette. Sono sempre più numerose le persone che utilizzano Internet per la lettura di giornali, news o riviste: dall’11,0% del 2005 si passa al 33,2% del 2013.

QUASI UN TERZO ITALIANI PRATICA SPORT: Sono 17 milioni e 715 mila le persone di 3 anni e più che praticano sport (circa una su tre): il 21,3% vi si dedica in modo continuativo, l’8,7% saltuariamente.

DIGITAL DIVIDE CON UE: Il 54,8% della popolazione italiana a partire dai sei anni utilizza Internet, ma tra questi solo il 33,5% lo fa quotidianamente. La posizione nazionale è decisamente inferiore alla media dell’Ue a 27 pari al 70% di ‘navigatori’. Il nostro paese è in svantaggio anche sulla banda larga: la quota di famiglie che ha una connessione super veloce è del 55% contro il 73% della media europea.