Il primo oro nel salto rosa è di Vogt

SOCHI – La faccia da bambine e l’animo di chi sta aspettando una vita di fare un salto così. Per quello a cinque cerchi ci sono voluti 90 anni, ma adesso che Sochi ha messo in atto la sua piccola rivoluzione i Giochi hanno laureato la prima campionessa dal trampolino piccolo: Carina Vogt, tedesca, 22 anni è oro nel salto declinato in rosa.

Alla luce dei riflettori le pioniere di questa disciplina che gli uomini alle Olimpiadi praticano dal 1924, edizione di Chamonix, si sono date battaglia, volando a 90 km l’ora, le braccia tese lungo i fianchi prima di ricadere giù. E scoppiare a piangere, come ha fatto Carina, atleta-poliziotta che sognava di portare a casa la medaglia olimpica ed è arrivata sul gradino più alto del podio.

Subito dietro l’austriaca Daniela Iraschko-Stolz, lesbo dichiarata, con moglie, che però aveva criticato le polemiche giudicate eccessive sulla legge russa antigay, capace con un secondo salto da brividi di scalare tre posizioni e superare la francese Coline Mattel. Ha sfiorato il podio l’azzurra Evelyn Insam, quarta dopo la prima manche, scivolata indietro di una posizione dopo un secondo salto migliore del primo ma non all’altezza delle rivali.

A sorpresa fuori dalla zona medaglie una delle favoritissime della vigilia, Sara Takanashi, 17 anni, prima nel ranking della stagione e che voleva regalare al Giappone il primo oro della disciplina al debutto. Ma per la diciassettenne la gara d’esordio non è stata quella della vita. Terza dopo la prima manche, si è vista superare dalla Irasckho-Stolz.

“Sono molto dispiaciuta – ha detto la ragazzina giapponese – ero arrivata qui perché volevo dare il massimo. Ma in Giappone i salti sono molto diversi, ma è stata un’esperienza esaltante e sono felice di aver preso parte ai Giochi”.

Chi proprio ancora non crede di essere la campionessa, la prima per di più, olimpica è la Vogt, scoppiata a piangere quando sul tabellone ha visto che il suo secondo volo l’aveva portata al titolo a cinque cerchi. “Non trovo le parole giuste – ha detto – in allenamento non era andata bene e in gara sono stata fortissima. Non avevo vinto finora in coppa del mondo, è incredibile. Non avrei mai potuto imaginarlo”.

Puntava all’oro la Irasckho-Stolz che nel secondo salto ha fatto un atterraggio da brivido: “Ma sono molto contenta dell’argento, c’è solo da festeggiare”. Le prime donne che da quasi cento anni aspettavano il loro salto olimpionico.