Coree: Stallo nei colloqui Nord-Sud, a rischio riunioni famiglie

TOKYO. – I colloqui ad “alto livello” tra le due Coree, i più importanti dal 2007 per caratura di delegazioni coinvolte e tipologia di temi affrontati, si sono chiusi “senza progressi di rilievo”, a causa delle “persistenti e profonde” diversità di vedute tra le parti. Non solo, a questo punto risulta essere a rischio anche il ciclo di riunioni tra famiglie separate dalla Guerra di Corea (1950-53) che, in base a quanto concordato nei giorni scorsi, sarebbero in programma dal 20 al 25 febbraio prossimi. Le indiscrezioni sull’esito dell’incontro, sviluppatosi nelle sessioni di colloqui al villaggio di confine di Panmunjeom, sono arrivare solo in piena notte. Un funzionario del ministero dell’Unificazione di Seul, citato in forma anonima dall’agenzia Yonhap, ha ammesso che lo stallo non è una sorpresa a causa delle imminenti esercitazioni militari congiunte tra Seul e Washington che Pyongyang vorrebbe a tutti i costi scongiurare ritenendole una “manovra generale per sferrare un attacco nucleare” ai propri danni. Questa volta, durante l’incontro, il Nord non ha chiesto come in passato il loro semplice annullamento, ma ha invitato il Sud a ritardarle fino alla conclusioni delle riunioni delle famiglie o a tenere queste ultime addirittura dopo la fine delle manovre. Il 24 febbraio, secondo la nota diffusa lunedì dal Comando congiunto coreano-americano, le esercitazioni tra i due alleati prenderanno ufficialmente forma sviluppandosi nella prima parte (denominata ‘Key Resolve’), finalizzata alla guida combinata delle operazioni e che si chiuderà il 6 marzo, e nella seconda parte (‘Foal Eagle’), basata sulle attività di training sul campo che andranno avanti fino al 18 aprile. Seul ha respinto la doppia richiesta motivando la posizione con la impossibilità di collegare i ricongiungimenti familiari alle esercitazioni militari, che hanno uno scopo “difensivo”. “Abbiamo proposto che il Sud e il Nord costruiscano la fiducia reciproca proprio attraverso le riunioni”, ha aggiunto il funzionario, al termine del confronto che ha avuto la durata complessiva di tre ore. “Mi unirò ai colloqui con atteggiamento aperto e volontà di esplorare le opportunità di un nuovo inizio nella penisola coreana”, ha detto con fiducia Kim Hyun-kyou, numero uno della delegazione sudcoreana e a capo della segreteria del Consiglio di Sicurezza nazionale, prima di vedere la delegazione del Nord guidata da Won Dong-yon, vice direttore del dipartimento del Fronte Unito del Partito dei Lavoratori. Il primo obiettivo di Kim è stato di assicurare il regolare svolgimento degli incontri familiari dato che l’ultimo ciclo risale a ottobre 2010 e il fattore anagrafico orami incalza. Le persone coinvolte, infatti, sono ormai ultrasettantenni: se i ricongiungimenti si terranno o meno è solo una questione di giorni. (Antonio Fatiguso/ANSA)