Cina: persecuzioni religiosi, si teme per cristiani arrestati

SHANGHAI. – E’ allarme per la sorte di 13 cristiani cinesi che, secondo quanto denunciano due avvocati, sono stati arrestati a Pechino da oltre due settimane per aver organizzato una riunione per studiare la Bibbia alla periferia della capitale. Lo riporta il South China Morning Post. Secondo le informazioni rese dai due avvocati, finora alle famiglie non é stato notificato nulla di ufficiale. I fatti risalgono al 24 gennaio quando oltre un gruppo di cristiani si riunì a Pechino per un incontro di studi biblici da tenersi a casa dell’ex dissidente Zhang Wenhe, temporaneamente detenuto in quel momento. Appena arrivati, sono stati arrestati anche loro. Secondo i due avvocati il periodo di detenzione dovrebbe terminare il prossimo 25 febbraio anche se non si sa se saranno poi immediatamente rilasciati. In base alla legge cinese le persone possono essere trattenute in carcere per un massimo di 37 giorni dopodiché la polizia deve passare il caso alla pubblica accusa oppure rilasciare i detenuti su cauzione. 

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