La calma dopo la tempesta

CARACAS –  La calma dopo la tempesta. Ma solo in apparenza. Questo il clima che si respirava a Caracas e nelle maggiori città del Paese dopo la giornata di protesta conclusasi con la morte di tre giovani. Un migliaio di studenti si sono dati appuntamento presso la “Plaza Altamira” in protesta contro la repressione delle forze dell’ordine e per esigere la libertà degli studenti arrestati. Un gruppo di manifestanti, che aveva bloccato la Avenida Francisco de Miranda”, una delle maggiori arterie della città, sono stati allontanati dalla Guardia Nacional con bombre lacrimogene e pallottole di gomma.

Il ministro degli Interni, Rodrìguez Torres, ha esortato gli studenti a non dare ascolto a persone interessate a creare il caos. Dal canto suo Capriles Radonski ha assicurato che l’Opposizione non promuove il “golpe”.

Durante tutta la giornata si sono moltiplicate le accuse reciproche tra esponenti del governo e dirigenti dell’opposizione. Mentre si rincorrono voci sul possibile arresto dell’ex sindaco di Chacao, Leopoldo Lòpez, e dellex ambasciatore, Fernando Gerbasi, in Parlamento i deputati del Psuv hanno chiesto l’incriminazione di Maria Corina Machado, considerata una delle responsabili di quanto accaduto mercoledì. Corina Machado, giovane dirigente dell’Opposizione e deputata in Parlamento ha detto che gli studenti morti “sono stati attaccati da quelle bande di delinquenti che il regime chiama ‘colectivos'”