San Valentino: Il Papa alle coppie, amore è per sempre

CITTA’ DEL VATICANO. – Il San Valentino di papa Francesco non è quello dell’amore da scatola di cioccolatini: è festoso, a tratti molto ironico e scherzoso, ma è quello dell’amore “per sempre”, della vita di coppia come “arte paziente”, che si costruisce insieme giorno per giorno “come una casa”, quindi da non fondare “sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono”. Ha distribuito consigli, “segreti” per far durare il matrimonio, indicazioni anche per una cerimonia di nozze che sia “sobria” e “non mondana” il Pontefice agli oltre 25mila fidanzati convenuti in Piazza San Pietro da trenta Paesi del mondo per il primo San Valentino con il Pontefice. In un clima da vero happening, tra animazioni, palloncini a forma di cuore, canzoni pop (con interpreti come Tosca e Mariella Nava), danze sul sagrato della basilica, letture, meditazioni e preghiere, il Papa ha risposto alle domande di tre giovani coppie. Ha reinventato preghiere: “dacci oggi il nostro amore quotidiano”. E ha fatto anche battute che hanno suscitato ilarità: “Non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Non parliamo della suocera perfetta!”. E giù applausi e risate. La cornice messa insieme dal Pontificio Consiglio della Famiglia per le coppie che si sposeranno nei prossimi mesi, e che seguono i corsi pre-matrimoniali, è di grande festa. Risuonano canzoni come “A te” di Jovanotti o “Vorrei incontrarti tra cent’anni” di Ron (con Ratzinger mai sarebbe successo qualcosa del genere). I fidanzati si abbracciano, si stringono la mano, cantano insieme, a volte con grande commozione. E il Papa, entrato in piazza sulla ‘jeep’ prendendo al volo una rosa rossa tesagli dai ragazzi, non delude le attese nel rispondere alle testimonianze di una coppia di Gibilterra e di due italiane. Sulla paura del “per sempre”, del fare “scelte definitive”, ricorda che l’amore non è solo “un sentimento, uno stato psicofisico”, ma “una relazione”, “una realtà che cresce”, “che si costruisce come una casa”, quindi da non fondare “sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio”. A dispetto della generale “cultura del provvisorio”, per il Papa “il ‘per sempre’ non è solo una questione di durata”. Un matrimonio “non è riuscito solo se dura”, ma “è importante la sua qualità”. Per questo, nell’invitare alla preghiera, ha esortato a una reinvenzione del Padre nostro: “Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”, ha detto più volte, in coro con i giovani. Per lo “stile” della vita matrimoniale, Bergoglio ha spiegato che “vivere insieme è un’arte, un cammino paziente”. E le regole si riassumono in tre parole: chiedere sempre “permesso, grazie e scusa”. Quindi, nella vita di ogni giorno, “rispetto e attenzione”, non le “maniere un po’ pesanti, come certi scarponi da montagna!”. “L’amore vero – per papa Francesco – non si impone con durezza e aggressività”. Il segreto è la “cortesia”, che “conserva l’amore”: una cosa di cui c’è molto bisogno “nel nostro mondo, spesso violento e arrogante”. Si comincia a casa. Bisogna anche sapersi dire “grazie” per “andare avanti bene insieme nella vita matrimoniale”. E poi saper chiedere “scusa”, perché “nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli. Li facciamo tutti”. Anzi, “la Bibbia dice che il più giusto pecca sette volte al giorno”. Invece si tende sempre ad “accusare l’altro” e a “giustificare se stesso”, come fece anche, davanti a Dio, Adamo con Eva. E se è anche giusto litigare, persino che voli qualche piatto, “mai finire la giornata senza fare pace”: il giorno dopo sarebbe tutto più “freddo”, “duro”, “difficile”. Il Papa non ha mancato di consigliare anche su come debba essere la cerimonia di nozze: “sia sobria”, “una festa cristiana, non una festa mondana!”, mentre “alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori”. Qualche concessione comunque Bergoglio l’ha fatta, ricordando l’episodio evangelico delle nozze di Cana: “Immaginate di finire una festa bevendo tè, senza vino non c’è festa!”. A coronamento della giornata, a ogni coppia è stato donato un cuscinetto portafedi: “la carezza del Papa” per i fidanzati, l’ha definita l’arcivescovo Vincenzo Paglia, “ministro” vaticano della famiglia. E insieme alla “carezza”, il congedo c’è stato anche con un tweet: “Giovani, non abbiate paura di sposarvi: uniti in un matrimonio fedele e fecondo, sarete felici”. Parola di papa Francesco.  (Fausto Gasparroni/ANSA)